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Arrestato l'ex assessore di Emiliano

Domiciliari per Pisicchio. E per i pm il sistema corruttivo toccava anche le elezioni 2024

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Altri arresti a Bari. Questa volta per presunti appalti truccati. Misure cautelari per 7. Finiscono ai domiciliari tra gli altri un ex assessore regionale della scorsa giunta di Michele Emiliano, Alfonso Pisicchio, e il fratello Enzo, su richiesta della Procura di Bari. L'accusa è di corruzione e turbata libertà degli incanti e riguarda il periodo in cui era in carica quando, scrive il gip, avrebbe utilizzato «la sua influenza politica e le sue relazioni, tramite suo fratello Enzo, per una gestione clientelare del suo ruolo, con favoritismi per ottenere ritorni in termini di consenso elettorale, mediante assunzioni nelle imprese favorite o avvantaggiate di persone che assicurano il voto e che avevano militato anche nel suo partito». Enzo avrebbe agito «quale esecutore delle direttive» del fratello «e quale schermo per impedire di risalire al ruolo e al contributo di Alfonsino». Le utilità contestate sono tra le altre «pc, telefonini, mobilio per la casa, ingenti somme di denaro contante».

Un'altra scossa dopo l'indagine sull'ipotetico inquinamento delle ultime Regionali, delle amministrative di Bari e del voto in altri due Comuni minori. Il rischio, secondo gli inquirenti, era che il presunto sistema di compravendita di voti venisse messo in atto anche «in previsione e preparazione delle comunali di Bari dell'8 e il 9 giugno». Per questo la Procura ha accelerato con la richiesta di arresti nell'inchiesta per associazione a delinquere e corruzione elettorale che ha portato ai domiciliari nove persone, tra cui Sandro Cataldo, marito dell'ex assessora della giunta Emiliano, Anita Maurodinoia, indagata a piede libero. Per i magistrati ci sarebbe stato il concreto pericolo che il meccanismo potesse ripetersi. Anche considerato che «Sud al centro», il movimento politico con cui Cataldo - per gli inquirenti il presunto dominus del sistema - avrebbe secondo l'accusa pilotato l'elezione della moglie e il voto a Triggiano e Grumo Appula, era molto attivo per le imminenti comunali. Agli atti dell'inchiesta sono finiti anche i post con cui la formazione si preparava alla competizione elettorale: «Abbiamo posto le basi organizzative per essere presenti con i nostri uomini e le nostre donne, ma soprattutto con le nostre idee e i nostri progetti, alle comunali del 2024».

Dopo gli arresti di una settimana fa il governatore Michele Emiliano ha immediatamente preso le distanze dal mondo che ruotava intorno alla sua ex assessora, a partire proprio dal consorte Cataldo: «Non lo conosco», ha detto al Corriere. Eppure in un'informativa agli atti, i carabinieri ricostruiscono così il profilo di Cataldo: «La predominante figura politica di Sandro rinviene altresì dall'ampio sostegno e dalla fiducia che il governatore Emiliano gli riserva, intrattenendo i due un durevole rapporto di amicizia e collaborazione reciproca. Il Cataldo, come già detto, intrattiene contatti e rapporti di amicizia con esponenti politici locali, quali sindaci ed assessori, regionali ed anche parlamentari, con i quali si confronta circa la situazione politica attuale e le prospettive future, dispensando in molte occasioni consigli, fornendo il proprio sostegno ed intervenendo - anche a muso duro - su soggetti che non si attengono all'indirizzo politico prestabilito». Insomma chi indaga descrive il marito di Maurodinoia come un pezzo importante delle dinamiche politiche del territorio, difficile non conoscerlo. E poi ci sono i brogliacci delle intercettazioni sulle amministrative di Triggiano, nel 2021. In una telefonata con il segretario del suo movimento Sud al centro, Cataldo, sintetizzano gli investigatori, «spiega lo stato delle cose in riferimento alle dinamiche politiche su Triggiano precisando che lui e i suoi alleati si sono già esposti con manifesti, comunicati stampa e firme di coalizione.

Sandro dice di essersi appena incontrato, nel corso di una riunione, con Michele Emiliano che ha sottolineato a Campobasso (un candidato, ndr) il ruolo determinante» dello stesso Cataldo, «e che deve essere quest'ultimo a prendere le decisioni». Va detto che non vi è alcuna certezza che quanto riferito da Cataldo nella telefonata corrisponda al vero. Potrebbe trattarsi di millanterie, ma quello è il contesto che restituiscono le carte dell'inchiesta.

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