Gli artigiani invadono Milano Il partito del Pil bussa a casa Lega

Attesi in tremila per «ricordare al governo le cose da fare»

Gli artigiani invadono Milano Il partito del Pil bussa a casa Lega

Milano Tremila «no» all'immobilismo, tremila «no» all'assistenzialismo e ai danni che derivano da scelte ideologiche e propagandistiche. Tremila sì, 3mila volte «sì» allo sviluppo, alle infrastrutture, a uno Stato meno opprimente e più efficiente, a una macchina statale non burocratica e amica delle imprese. Sono almeno 3mila gli imprenditori attesi oggi. E si sono chiamati cosi: «Quelli del sì». Sono le imprese artigiane che manifesteranno a Milano. Arriveranno da tutto il Paese, raggiungeranno il capoluogo lombardo per mandare un messaggio chiaro e positivo al governo: «Siamo Quelli del sì che vogliono mandare avanti l'Italia in Europa e nel mondo - si legge - siamo quelli che, dopo gli immani sforzi per uscire dalla crisi, vogliono continuare a produrre valore artigiano e a rimanere nel gruppo di testa delle imprese competitive europee». Quantificheranno il costo del non-fare. E lo faranno proprio in casa della Lega.

Moltissime saranno le imprese lombarde, e quelle venete. Ma sarà rappresentata tutta Italia. Ci sarà anche una folta delegazione delle imprese artigiane siciliane. Parteciperà guidata dal vice presidente nazionale (con la delega al Mezzogiorno) Filippo Ribisi, dal presidente regionale Giuseppe Pezzati e dal segretario regionale Andrea Di Vincenzo. Sul palco i rappresentanti di sei regioni in tutto: Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Puglia e Sicilia appunto. Interverranno nei cinque minuti che avranno a disposizione ciascuno. Nel corso della manifestazione verrà presentato un rapporto dell'Ufficio studi di Confartigianato su investimenti pubblici e infrastrutture. Le conclusioni saranno affidate al presidente nazionale Giorgio Merletti, mentre non è previsto l'intervento di politici o di rappresentanti del Governo.

Promuove Confartigianato, ma la piattaforma è quella di Torino, quella della manifestazione «Si-tav» in piazza Castello un mese fa, poi rilanciata nell'evento del 3 dicembre, con le dodici associazioni d'impresa presenti all'incontro «Infrastrutture per lo sviluppo-Tav, L'Italia in Europa». Per avere un'idea, sono organizzazioni che rappresentano idealmente oltre il 65% del Pil e 13 milioni di posti di lavoro. «La cosa importante è che le categorie che rappresentano circa 13 milioni di lavoratori hanno condiviso i punti fondamentali da esporre al Governo» ha detto il presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti. «Vogliamo rinfrescare la memoria alla classe politica che ha vinto le elezioni, sta al governo e ha promesso ciò che non abbiamo ancora visto» dice il presidente di Confartigianato Lombardia Eugenio Massetti, che rappresenta più di 95.800 imprenditori appartenenti a 32 settori di attività. Massetti parlerà soprattutto di infrastrutture e di autonomia regionale, molto attesa a un anno dal referendum. «Non siamo contro il governo - precisa - ma siamo per fare le cose».

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