Astensione record: da Roma a Torino l'Italia va a sinistra. Centrodestra choc, resiste solo Trieste

Trieste rimane al centrodestra. Benevento rimane a Clemente Mastella. Per il resto vince il centrosinistra. Soprattutto il centrosinistra che archivia (come a Roma e Torino) l'esperienza della gestione grillina delle grandi città

Astensione record: da Roma a Torino l'Italia va a sinistra. Centrodestra choc, resiste solo Trieste

Trieste rimane al centrodestra. Benevento rimane a Clemente Mastella. Per il resto vince il centrosinistra. Soprattutto il centrosinistra che archivia (come a Roma e Torino) l'esperienza della gestione grillina delle grandi città. Otto a due. Un risultato che fa felice soprattutto Enrico Letta. Il segretario del Pd lo aveva detto da tempo: serve una coalizione ampia anche se non omogenea e questa coalizione ha dato i suoi frutti, visto che già al primo turno aveva permesso di espugnare senza ballottaggio Napoli e riconfermare Bologna e soprattutto Milano. E ora di strappare al centrodestra Cosenza, Isernia e Savona.

Il voto, però, è stato pesantemente condizionato dall'affluenza. Mai così bassa nella storia della nostra democrazia. Alla fine si è astenuto dall'esercizio del voto più di un elettore su due, visto che ha votato il 43,93% degli aventi diritto. Mentre al primo turno l'affluenza era di ben nove punti percentuali in più (52,67%).

Se si va sul dettaglio dei singoli casi, poi, si nota che i numeri sono ancor più impietosi. E, dal punto di vista di tutti gli attori della scena politica, preoccupanti. A Roma, a esempio, al ballottaggio si è presentato soltanto il 40,68% dei votanti. Di questi sei su dieci hanno scelto l'ex ministro del secondo governo Conte. Quindi, alla fine, il nuovo sindaco di Roma è stato incoronato dal 25% dei romani. E sul fatto che l'astensionismo crescente sia un problema per la democrazia convergono le preoccupazioni di Salvini e del segretario dem.

I dati di Torino e delle altre città chiamate al ballottaggio non sono poi diversi. Nel capoluogo piemontese si sono persi sei punti percentuali rispetto al primo turno (ha votato solo il 42,1%). A Latina tra primo e secondo turno si sono persi 11 punti. Aveva votato al primo turno il 62% degli elettori, scesi al 51 al ballottaggio (dato comunque sopra la media nazionale). A Roma e Torino, comunque, a essere bocciata è anche l'opzione «società civile». Come già a Milano e Napoli, sono stati puniti i candidati non politici. Un dato su cui tutti, soprattutto nel centrodestra, vogliono discutere.

Oltre il tema dell'astensionismo c'è anche l'andamento generale del voto. E in un confronto con le elezioni precedenti (2016) emergono alcuni dati precisi. Il primo è senza dubbio la débâcle del Movimento Cinquestelle. Nel 2016 il centrosinistra conquistò otto sindaci (oggi 15); il centrodestra ne prese 7 (oggi cinque, perdendo tra i capoluoghi Savona); M5s ne ebbe tre (oggi nessun sindaco nei capoluoghi). Il centrista Mastella e le liste civiche conquistarono rispettivamente Benevento e Latina (risultati riconfermati).

Tra gli altri comuni dove si sono svolti i ballottaggi, il centrosinistra si conferma anche a Varese (la città di Giorgetti e del governatore lombardo Fontana), Carbonia, Caserta, Cosenza e Isernia. Clemente Mastella, vincitore a Benevento, già parla di laboratorio politico per «ridare al Paese un vero centro». Al momento dell'annuncio della sua vittoria, Gualtieri ha confermato che nella sua giunta non ci saranno esponenti del Movimento 5 stelle e nemmeno di Azione, («il perimetro è quello della coalizione» che ha vinto, spiega a caldo) ma assicura che ci sarà l'apporto di personalità esterne. Mettendosi in questo senso nella scia di Beppe Sala. Quindi il caso Napoli - dove l'alleanza giallorossa si è consolidata attorno all'ex ministro di Conte Gaetano Manfredi - è rimasto isolato.

Il caso Trieste fa quasi storia a sé. Roberto Dipiazza si conferma sindaco di Trieste per un quarto mandato e strappa un sorriso al centrodestra in una difficile tornata di ballottaggi. Il 68enne esponente di Forza Italia ha ottenuto il 51,29% contro il 48,71% del dem Francesco Russo che ha comunque rimontato consensi rispetto al primo turno. «Ho vinto e questa è una cosa che non dimenticherò mai e farò sempre di tutto per la mia città con grande amore» commenta commosso Dipiazza. E il successo di Dipiazza fa il paio con quello ottenuto quindici giorni fa da un altro azzurro: Roberto Occhiuto che ha riconfermato a venti mesi di distanza il trionfo di Forza Italia (e del centrodestra) ottenuto della Santelli a inizio 2020.

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