Gli attacchi: "L'audizione? È servita solo a Santoro"

I membri dell'Antimafia e le associazioni delle vittime critici sull'udienza al Quirinale

Gli attacchi: "L'audizione? È servita solo a Santoro"

Roma - Poche novità rispetto a quanto non si sapesse già. E dunque l'attesa pubblicazione della deposizione di Giorgio Napolitano sulla presunta destabilizzazione mafiosa non ha provocato che una scossetta. Mentre gli internauti del Cinque stelle chiedono al presidente della Repubblica «le ragioni per cui avrebbe distrutto i nastri delle telefonate con Mancino», la presidente dell'Associazione familiari vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli fa notare quanto l'udienza del Quirinale «serva solo a salvare le istituzioni, che innocenti non sono state in quelle notti tragiche delle stragi del 1993».

Sulle stragi di mafia del 1992-1994, aggiunge Maggiani Chelli, «i media hanno costruito disinformazione e oggi siamo a un tragico governo di larghe intese, concepito per coprire il più possibile quella tragica verità». Parlando, poi, della diffusione via web del verbale, «se all'epoca dei processi sulle stragi del 1993 fossero stati pubblicati tutti i verbali di udienza con altrettanto zelo, oggi gli italiani saprebbero la storia di questo infame Paese, in quel 1993, e la conseguente verità. Invece questo popolo ha vissuto 20 anni con il prosciutto sugli occhi».

Per il senatore dei Popolari per l'Italia Tito Di Maggio, membro della commissione bicamerale Antimafia e fratello del giudice Francesco Di Maggio, «ora è perfettamente chiaro a che cosa servisse l'inutile audizione del presidente della Repubblica. A costruire una nuova puntata di Servizio Pubblico , che potesse tornare a far da megafono a quell'indicibile, osceno processo di Palermo, che non avendo alcun supporto probatorio continua a essere celebrato attraverso i media dai professionisti dell'antimafia in servizio permanente ed effettivo». «E ancora una volta - sottolinea Di Maggio, tra l'altro testimone nel procedimento di Palermo sulla cosiddetta “trattativa Stato-mafia” - Servizio Pubblico utilizza atti del processo ancora da dimostrare che non fanno altro che diffamare le migliori intelligenze investigative del Paese». La pubblicazione in tempi rapidi dell'audizione di Napolitano viene infine giudicata opportuna dal procuratore facente funzioni Leonardo Agueci, secondo il quale «così vengono meno possibili divergenze interpretative». Agueci aggiunge che la testimonianza del capo dello Stato ha contribuito a «comporre il quadro della vicenda in modo preciso e complessivo».

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