Australia e Giappone chiudono i confini. Pure la Germania punta su un generale

Molti i Paesi che decidono di isolarsi; la Cina fornirà un miliardo di dosi all'Africa. La Merkel ora imita l'Italia per arginare la pandemia

Australia e Giappone chiudono i confini. Pure la Germania punta su un generale

L'ultima variante fa paura e fa riconsiderare i piani di tutti i Paesi del Mondo. L'Australia ha deciso di non allentare le restrizioni alle frontiere questa settimana come invece era previsto. La decisione del Governo è arrivata dopo che le autorità locali hanno annunciato un terzo caso di variante Omicron del coronavirus. «Lo stop temporaneo assicurerà che l'Australia possa raccogliere le informazioni di cui abbiamo bisogno per comprendere meglio la variante Omicron, compresa l'efficacia del vaccino», ha detto il primo ministro Scott Morrison. Anche Israele sta valutando la chiusura completa dei confini nazionali a turisti e residenti dall'estero. Stessa reazione di chiusura anche per il Giappone. Il primo ministro, Fumio Kishida, ha annunciato ieri che il Paese tornerà a chiuder i propri confini agli ingressi di cittadini stranieri dal 30 novembre, in risposta a «omicron». I cittadini giapponesi che rientreranno da 14 Paesi dove la variante è già stata isolata dovranno sottoporsi obbligatoriamente a un periodo di quarantena, a prescindere dallo stato di vaccinazione. Il premier ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa che Tokyo guarda alla progressiva diffusione della nuova variante «con un forte senso di crisi». Il Giappone renderà disponibile su base volontaria la terza dose di vaccino dal primo dicembre, ai soli individui che abbiano completato il ciclo di due somministrazioni da almeno sei mesi.

Intanto, il presidente cinese, Xi Jinping, ha annunciato la fornitura all'Africa di un miliardo di dosi di vaccini, di cui 600 milioni donate come aiuti e 400 milioni prodotte in modo congiunto con società africane. «Nell'ambito della lotta al Covid, la Cina fornirà all'Africa un miliardo di dosi di vaccini aggiuntivi, di cui 600 milioni sotto forma di donazioni e 400 milioni in altre forme come la produzione congiunta» in Africa, ha annunciato il presidente Xi nel suo intervento in video conferenza al Forum di cooperazione Cina-Africa (Focac). La conferenza si tiene mentre i Paesi africani lavorano per rilanciare le loro economie colpite duramente dalla pandemia. Per raggiungere questo obiettivo, gli organizzatori contano su una cooperazione rafforzata con la Cina, il più grande partner commerciale del continente. L'Africa, inoltre, è gravemente in ritardo nella campagna di vaccinazione contro il Covid-19. «Dobbiamo continuare la lotta unita contro il Covid. Dobbiamo dare priorità alla protezione delle nostre popolazioni e colmare il divario vaccinale», ha affermato il presidente cinese.

E in Europa invece è la Germania a preoccupare. Anche ieri l'incidenza ha toccato un nuovo record di 488 infetti ogni 100mila abitanti, il tasso di ospedalizzazioni continua a essere alto. E in alcune regioni come la Sassonia, dove la quota di vaccinati è la più bassa del Paese, la situazione è talmente drammatica che si parla da giorni di possibili triage negli ospedali stracolmi di pazienti gravi. Perciò la cancelliera uscente Angela Merkel e il suo erede in pectore Olaf Scholz hanno deciso di anticipare la riunione con i governatori a oggi, quando è attesa anche la sentenza della Corte costituzionale di Karlsruhe sulla chiusura delle scuole. Ma non solo, ora sembra prendere spunto direttamente dall'Italia: la nuova unità di crisi per il covid-19, prevista dal governo entrante in Germania, infatti sarà guidata da un militare, il generale Carsten Breuer. Unità che si metterà al lavoro «il più presto possibile», ha assicurato Steffen Seibert, portavoce del governo ad interim, spiegando che la cancelliera Angela Merkel e il suo successore socialdemocratico Olaf Scholz sono in stretto contatto sulla questione. Il governo uscente, da parte sua, continua a chiedere un maggiore sforzo nel ridurre i contatti: «è difficile comprendere come sia possibile che 50 mila persone si ritrovino in uno stadio mentre altrove vengono chiusi i mercatini natalizi». Il riferimento è alla partita tra Colonia e Moenchengladbach a cui hanno assistito allo stadio 50 mila tifosi.

Commenti