Zoppica sulla giustizia, e scivola sul 7 ottobre. Non è un bel momento per Alessandro Barbero (foto), storico con il pallino dell'attualità e con un esercito di "follower".
Specialista di storia medievale, marcatamente orientato a sinistra, divulgatore sorridente ed eclettico, Barbero riempie i teatri e rimbalza sulle piattaforme social facendo parlare di sé con le sue lezioni spettacolari e i suoi giudizi non di rado controversi o discussi.
Appena uscito non indenne -anzi con qualche ammaccatura e con un "oscuramento" social - dal caso del contestato video in cui, con qualche approssimazione si schierava per il "No" al referendum-giustizia, Barbero infatti incappa in quello che sembra emergere ora come un nuovo scivolone, se possibile ancor più spiacevole - per la delicatezza delle questione (l'attacco di Hamas) e perché è stato rilevato in un suo manuale scolastico, quindi un "ferro del mestiere".
"Un errore" l'ha definito sul Riformista Emanuele Calò. "Una palese falsità" ha scritto su Mosaico (portale della Comunità ebraica di Milano) Nathan Greppi, giovane saggista autore tra l'altro di "La cultura dell'odio. Media università e artisti contro Israele". Di Barbero, Mosaico aveva già parlato un anno fa per un video in cui affermava drasticamente che "Il Regno di Israele non è mai esistito". Opinabile.
Stavolta c'è di più. Di che si tratta? Nel volume "La storia 3. Progettare il futuro", curato da Barbero con a Chiara Frugoni e Carla Sclarandis, ed edito da Zanichelli, si trova ricostruito "l'attacco di Hamas e la reazione di Israele". Fin qui, tutto bene. Meno bene, nel paragrafo, in cui si legge che il 7 ottobre "l'ala militare di Hamas ha scatenato un attacco contro insediamenti di coloni israeliani con il lancio di numerosi razzi e l'incursione di molti miliziani che hanno massacrato più di un migliaio di civili e catturato in ostaggio oltre 200 persone".
"Insediamenti di coloni". Il libro curato da Barbero "mistifica" rileva il sito della Comunità, e in effetti, è incredibile che parli di "insediamenti" e di "coloni" per definire le vittime del massacro, per lo più i giovanissimi partecipanti al festival Nova e abitanti dei kibbutz (pacifisti) nati spesso decenni fa non lontano dalla Striscia di Gaza, in un territorio in tutto e per tutto israeliano. Discutibile anche la definizione di "miliziani" per definire quelli che invece, in tutto e per tutto sono terroristi di Hamas, come tali qualificati anche dall'Unione europea.
Erano terroristi, e hanno ucciso ragazzi che ballavano, donne bambini, civili.
Non erano "miliziani" all'attacco di "coloni". A meno che non si consideri tutta Israele una "colonia". Mosaico ricorda che un editore francese ha ritirato tre libri di testo scolastici e un dizionario che definivano "coloni ebrei" le vittime del 7 ottobre.