Berlino alla Cdu, Spd sconfitta dopo 20 anni

Centrodestra avanti, ma serve una coalizione. Perde la candidata di Scholz

Berlino alla Cdu, Spd sconfitta dopo 20 anni

La Cdu ha stravinto, la Spd ha perso e i Verdi si godono lo spettacolo. È il risultato provvisorio della ripetizione del voto per l'Abgeordnetenhaus di Berlino, l'assemblea legislativa della città-stato capitale della Germania. Secondo un exit poll di Zdf i cristiano democratici (Cdu) guidati da Kai Wagner sfiorerebbero il 28,1% dei voti, dieci di più del 2021. Sono molto più indietro (al 18,2%) i socialdemocratici (Spd) della sindaca uscente Franziska Giffey, superati di pochissimo (18,3%) dai Verdi della vicesindaca Bettina Jarasch. Numeri molto diversi da quelli del settembre 2021, quando assieme alle elezioni per il Bundestag si era votato anche per rinnovare l'amministrazione della capitale: allora la Spd arrivò prima al 21,4% ed ecologisti e moderati finirono appaiati attorno al 18%. Fu così che per la prima volta la città si dette una sindaca donna: Giffey lanciò l'ennesima coalizione rosso-rosso-verde con la sua Spd, con i socialcomunisti della Linke forti di un solido 14% e appunto con i Grünen di Bettina Jarasch

Purtroppo per Giffey il diavolo ci ha messo la coda: le cabine elettorali allestite per il voto di fine 2021 si rivelarono insufficienti per far votare gli aventi diritto. Fra elezioni legislative (due voti), circoscrizionali e comunali (tre voti), e un referendum sostenuto dalla sinistra sull'esproprio delle grandi società immobiliari (un voto), i berlinesi si attardarono nel mare di crocette, con il risultato che c'era ancora gente in fila per votare mentre i primi risultati venivano già conteggiati e resi pubblici. Questi ed altri grossolani errori tipografici (schede sbagliate, schede insufficienti, schede consegnate due volte) hanno spinto la Corte costituzionale cittadina ad accogliere le richieste che il voto venisse ripetuto. Un precedente che ha solo rafforzato l'immagine negativa di una capitale nota in Germania per essere un concentrato di inefficienza. La campagna elettorale di Giffey è partita in salita: la città è governata dalla sinistra da 22 anni e per gli elettori la sindaca è la rappresentante di tutto quello che non funziona. Né il suo passato è di alcun aiuto: a maggio del 2021 Giffey, allora ministra della Famiglia nel quarto governo di Angela Merkel, lasciò l'esecutivo per correre da borgomastra. A spingerla a lasciare la politica nazionale non fu però l'amore per Berlino ma l'imbarazzo per essere stata privata del titolo dottorale ottenuto anni prima dalla Freie Universität della capitale con l'accusa di plagio.

La Cdu canta vittoria ma per tornare al potere non può usare né il 9% dei voti dei sovranisti di AfD, ritenuti non «potabili», né quelli dei Liberali rimasti sotto alla soglia di sbarramento del 5%.

Il testimone tornerà alla sinistra tant'è che la verde Jarasch ha già proposto di continuare l'alleanza rosso-rosso-verde. Possibilmente con lei sindaca e Giffey forse fuori dai giochi se lo spoglio confermerà il sorpasso dei Grünen sulla Spd.

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