Bersani: "Non mi si dia del traditore. Sbrano chi lo dice"

L'ex segretario del Pd bacchetta Renzi: "Italicum e riforma costituzionale aprono la strada alla destra"

Bersani: "Non mi si dia del traditore. Sbrano chi lo dice"

Pierluigi Bersani torna a ribadire un concetto che, in passato, ha già più volte ricordato: "Quelli che stanno governando (Renzi, ndr) lo stanno facendo con i voti, pochi o molti" delle elezioni 2013 e "sono lì avendo detto agli elettori che non si sarebbe tolto l'art.18, che non si farebbero fatti condoni, che non si sarebbe tolto l'Imu a tutti... Mi si vuole riconoscere un minimo di coerenza con quello che ho raccontato agli italiani?". Parlando a Repubblica Tv Bersani mostra un certo nervosismo: "Non c'è più niente di quella roba lì. E chiedo: con quali risultati? Non mi si dia del traditore a me, perché li sbrano".

"Se faccio quel che faccio - osserva l'ex segretario Pd - è perché penso che stiamo tirando la volata alla destra, e con l'Italicum e con la riforma stiamo preparando la cuccia a qualcuno che viene dopo di noi. Noi stiamo semplificando il sistema dicendo: tu prendi il 25 per cento? Ti becchi tutto. Io voglio fermare una strada che ci porta fuori rotta". E insiste: "Non è un mistero che c'è una parte del centrosinistra e del Pd e di ex del Pd che votano No. Non è Bersani. Bersani sta cercando disperatamente di tenere nell'ambito del Pd una parte di popolo che si
è staccata dal Pd".

Sul referendum Bersani puntualizza: "Si è sentito raccontare per un anno e mezzo che siamo di fronte a un appuntamento dirimente, quasi a un giudizio di Dio, e poi si va a tarallucci e vino? Già c'è un distacco tra i cittadini e la politica, non lo aumentiamo. Si voti il 4 e andiamo avanti". Quando gli chiedono se ha fatto bene Gianni Cuperlo ad andare in piazza del Popolo alla manifestazione dem, Bersani risponde così: "Cuperlo è un generoso. Ci prova, ci sta provando". E il selfie con la Boschi? "Quello ci può stare".

Ma se succederà se al referendum vincesse il No? "Renzi rimane lì e il sistema si mette in condizione di ragionare meglio sul che fare", si farà "una nuova legge elettorale. Non c'e' un altro governo". Al segretario del suo partito Berdani rimprovera soprattutto una cosa: "Io non posso perdonare a Renzi di aver imbracciato il tema costituzionale e aver detto che siamo quasi sull'orlo di qualcosa. Il giorno dopo sarà come il giorno prima. Il Governo rimane dove sta".

E manda un messaggio conciliante ai grillini: "Voglio credere che non sia pericoloso né Grillo né Renzi, sono lì per un processo democratico. Magari balbettante... Il mondo che esprime il Cinque Stelle mi interessa, c’è un bel pezzo di mondo che è andato da quella parte".

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