Bertinotti: "Sono comunista ma la speranza è Papa Francesco"

Il rifiuto dell'attualità, il dialogo con il mondo cattolico e con la desta, lo sguardo rivolto a Joe Biden e l'ammirazione per Papa Francesco. Il "nuovo" Pantheon del comunista Fausto Bertinotti

“Non parlo dell’attualità, da tempo mi astengo dal commentare i fatti dell’attualità. Parlo solo di cultura politica”. L’ex presidente della Camera Fausto Bertinotti è netto e categorico, la crisi del governo Conte, le instabilità della maggioranza alla quale partecipa anche il Partito Democratico, erede di quello che un tempo era il più importante Partito Comunista dell’occidente, non entreranno nella nostra chiacchierata che sarà, invece, un viaggio attraverso i ricordi e il presente del Presidente, con un’incursione nell’attualità di oltre oceano.

Il 21 gennaio del 1920 il XVII congresso del Partito socialista italiano si concluse con la scissione della componente comunista e la nascita del Partito comunista d’Italia. A 100 anni di distanza, secondo lei, qual è stato il contributo maggiore del Partito Comunista all’Italia?

"Io direi “i contributi” dei comunisti alla storia d’Italia, sono tanti e tutti rilevanti. Prima di tutto il PCI è stato il primo partito organizzato che si oppone al fascismo, il primo e l’unico per un lungo periodo. I comunisti danno un contributo in qualità e quantità rilevantissimo, seppur non esclusivo, a tutta la clandestinità e poi a tutta la resistenza con le brigate Garibaldi che insieme alle brigate Matteotti e quelle di origine cattolica hanno costituito il nerbo della lotta contro il nazifascismo".

E dopo la guerra?

"Dopo i comunisti italiani sono, in occidente, gli unici comunisti che hanno partecipato alla stesura della Carta costituzionale, un punto di novità nella cultura costituzionalista moderna e contemporanea, tanto che viene definita una costituzione democratica per distinguerla dalle costituzioni liberali che le avevano precedute. Nel secondo dopoguerra il contributo dei comunisti nei sindacati, nelle camere del lavoro, nel partito è stato quello prima di difendere l’assetto costituente negli anni della grande repressione centrista, per darle un’idea abbiamo avuto 50mila processati, e poi nella rinascita nel movimento di riforma che dall’opposizione caratterizza tutti gli anni ’70".

E quali sono stati i limiti, invece, del PCI.

"Il suo limite è non avere, in quest’ultimo ciclo, letto attentamente come si doveva il carattere rivoluzionario dei movimenti che stavano nascendo nel biennio 68-69 quando la grande storia del Partito Comunista Italiano incontra la novità che a partire da Praga non riesce giù a leggere".

Secondo lei oggi c’è ancora spazio per le idee comuniste?
"Sì, c’è spazio perché il capitalismo finanziario globale, cioè il nuovo capitalismo, è ormai sottoposto a una critica dal basso e dall’alto. Pensi a gli ultimi movimenti statunitensi. Le idee di critica al capitalismo che sono le ragioni per cui sono nati i partiti socialisti e comunisti sono assolutamente attuali. Quello che non è attuale è il partito che è finito nel ‘900".

Forse è per questo che non ci sono state grandi celebrazioni per cento anni dalla nascita del PCI?

"Bisogna avere lucidamente presente che il ‘900 è finito, è stato un secolo grande e terribile, iniziato con l’ottobre del ’17 e finito con un fallimento delle società dell’est e con la sconfitta del movimento operaio in occidente nell’ultimo biennio del secolo scorso. C’è una cesura che spiega storicamente perché non si può dare l’attualizzazione di quella grande storia".

Ma lei si definisce ancora comunista?

"Sì, certo".

Quando è stata l’ultima volta che ha avuto un comportamento che l’ha fatta riconoscere come comunista?

"Anche questa mattina, sempre. Mi basta commentare un fatto per riconoscermi comunista, non saprei commentare senza gli occhiali della cultura del movimento operaio".

Nella sua carriera politica lei è stato un uomo del dialogo. Nel 2006 fu uno dei primi leader di sinistra a partecipare ad Atreju, in un dibattito con l’allora segretario di AN Gianfranco Fini. Come fu accolto dal popolo dei giovani della destra?

"Con molta cordialità, e pure venivamo da scontri molto aspri, molto duri. Ci fu una calorosa accoglienza alla quale sono rimasto sempre grato".

Come fu accolta questa la scelta del dialogo con la destra da ambienti di sinistra a lei più familiari?

"Come mi è successo in molte occasioni, dalla critica allo stalinismo, al giudizio sulle foibe, alla non violenza, con un dibattito aperto… non sono un uomo che tende al consenso generalizzato, quindi sono abituato al contrasto delle idee e penso sia fruttuoso. Anche in quell’occasione ci fu una discussione importante con diversità di posizione molto nette".

Anche il dialogo, anche con il mondo cattolico, è stato parte della sua storia politica. In questi ultimi anni è avvicinato a Comunione e Liberazione. Come mai?

"Non ho mai smesso di guardare al mondo cattolico, negli anni ’60 dopo il Concilio Vaticano II ho incontrato i giovani cattolici con cui ho fatto seminari e dibattiti. Poi tutta la storia sindacale è stata palestra di confronto con il sindacalismo cattolico, con i preti operai e il movimento operaio di origine cattolica. Basti pensare all’incontro con Solidarnosc. L’incontro con Comunione e Liberazione è parte di questo cammino ininterrotto, non saprei pensare la politica senza il dialogo con i cattolici".

Qual è la sua opinione su Papa Francesco?

"Credo che oggi sia il più grande contributo che si può leggere nel nostro tempo a favore dell’umano".

Anche a favore delle classi operaie?

"Se scegli di difendere l’umanità non si può che partire dalla dignità del lavoro".

Ma secondo lei, nella stagione degli smart-job, ha ancora senso parlare di la classe operaia?

"Sì ma è cambiata, come in passato del resto. Pensi che per mezzo secolo la classe operaia è stata caratterizzata dal conflitto tra operai specializzati e operai comuni. Oggi siamo nel mondo investito dalla precarietà, dalle nuove figure del lavoro dalla logistica ai rider, passando anche per le popolazioni lavorative industriali che sono sempre più esposte alla precarietà".

La precarietà è la cifra dei nostri tempi.

"Esatto. Basti pensare che ai giorni nostri si continua a discutere sulla possibilità di prolungare il blocco dei licenziamenti. Se non è precarietà questa…"

Secondo lei oggi esiste ancora una coscienza di classe?

"La frantumazione sociale, i processi di isolamento sono il prodotto storico di questo tipo di capitalismo, del suo processo di individualizzazione e di mercificazione. È la nuova cifra del capitalismo. La coscienza è un processo di costruzione non è immediato. Tutte le forme di aggregazione oggi sono in crisi. È il post moderno. Ora il problema è la ricostruzione delle identità collettive. Rispetto a questo vi è un deficit generale nella cultura e nella politica per cui queste realtà sono spesso nude e sole. Queste coscienze si risvegliano quando sono attraversate da un movimento. Guardi a quello che è successo negli USA, quando c’è una rivolta contro il razzismo, contro la violenza della polizia che esplode, rincontra i movimenti femministi e ne circuita le lotte operaie in difesa dei diritti sociali. È quella forma di lotta che dà un’impronta di costruzione a nuove coscienze collettive. E quando si produce dà luogo a moti che esplodono improvvisamente".

Come sono esplosi negli Stati Uniti.

"I movimenti hanno seminato e hanno determinato una lettura completamente diversa del Partito Democratico, precedentemente sconfitto perché considerato elitario. Questa volta così non è stato per Joe Biden. In primo luogo perché si è lasciato attraversare dai movimenti che avevano preso forma nella società civile. Le ultime vicende dell’assalto dei partigiani di Trump rendeva fisicamente evidente cosa rischiavano gli USA. Quindi la reazione ha portato alla vittoria di Joe Biden, si spiega in primo luogo con il rifiuto di Trump. La risposta è stata necessaria e utile".

Però resta il problema, per i democratici, di coprire la distanza che si è creata con la classe operaia.

"La distanza tra democratici e operai non c’è solo nella cintura della ruggine ma nel profondo degli Stati Uniti d’America. Infatti un uomo importante nella cultura dei democratici come Robert Reich, ex ministro del lavoro del governo Clinton, ha detto che o Biden prende di petto le grandi ricchezze accumulate negli USA con gravi conseguenze sociali oppure non ce la farà. Paul Auster ha detto che Biden ha difronte una sfida per affrontare la quale dovrebbe avvicinarsi alla classe operaia e allontanarsi da Wall Street".

Secondo lei è possibile?

"Certo che sì".

Domani è il 27 gennaio, il giorno in cui si ricordano le vittime della Shoah. Le popolazioni ebraiche sono state vittime di violenze anche nei regimi sovietici.

"La Shoah costituisce un punto inamovibile nella costruzione della coscienza moderna. Il mondo dopo Aushwitz non ha più potuto essere uguale a quello precedente.
Il precipizio, in un certo periodo dello stalinismo, c’è stato ma era una forma drammatica di avversione e aggressione di tutto ciò che non stava dentro l’impianto che lo stalinismo aveva eretto a sistema. Valeva lo stesso per la chiesa ortodossa, per le forme di dissenso, per le minoranze sociali, civili e anche per gli ebrei, colpiti come un corpo non integrabile totalmente nel regime stalinista. A questo aggiungo che i leader bolscevichi della rivoluzione, in grand parte per lo meno, erano ebrei e anche Karl Marx aveva qualche eredità ebraica. Io, nel secondo dopoguerra, ne ho conosciuto tanti di leader operai bolscevichi di origine ebrea".

La sinistra italiana e il mondo operaio hanno fatto i conti con questa storia?

"Direi da mezzo secolo. In Italia non solo la presenza di dirigenti ebraici nel partito comunista italiano ma l’attenzione alla cultura ebraica è stata sempre rilevante. A meno, certo, di non confondere la solidarietà della battaglia del popolo palestinese e la critica con le politiche dello stato di Israele con forme di antisemitismo, il cui collegamento secondo me è del tutto improprio e inaccettabile".

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Commenti

cgf

Gio, 28/01/2021 - 10:19

Giusto per ricordare che il fascismo nacque come movimento con radici socialiste, lo stesso Mussolini fu direttore del giornale di partito. Nemmeno i "puri" possono chiamarsi fuori, non mi stancherò mai di far presente che nel 1936 ben 62 dirigenti comunisti, fra cui Togliatti, Longo, Di Vittorio e Valiani, firmano il manifesto del PCI che dichiara “Noi comunisti facciamo nostro il programma fascista del 1919, che è un programma di pace, di libertà, di difesa degli interessi dei lavoratori”. Poi avvenne quello che avvenne, +/- quello che successe col trionfo del comunismo quale ideologia di pace, di libertà e difesa dei lavoratori: la presa di potere di Stalin, di Mao e di tutti i regimi comunisti, nessun escluso, tutti hanno sempre la medesima caratteristica, essere socialisti-nazionali. A proposito, ok NULLA DA FESTEGGIARE, ma per dovere di Storia, sempre nel 1920, il 20 febbraio nacque in Germania il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Gio, 28/01/2021 - 11:15

Vistosi all'angolo è diventato kattokomunista. Ora fa chic. Conta ancora qualcosa?

Calmapiatta

Gio, 28/01/2021 - 11:16

parlare di comunismo, nel 2021, è solo un esercizio di approfondimento storico. I rappresentanti della sx attuale, tutto sono fuorchè comunisti, anzi a volte mi viene anche il dubbio che sappiano cosa vuol dire essere di sx. Tenere ancora il paese ingessato tra comunismo e fascismo non ha alcun senso politico, sociale o storico.

nerinaneri

Gio, 28/01/2021 - 11:28

Calmapiatta: ok...

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anticalcio

Gio, 28/01/2021 - 11:41

il classico radical chic di sx...comunista dichiarato..sindacalista.pensione d'oro dichiarata?? non pervenuta

Savoiardo

Gio, 28/01/2021 - 12:00

La parabola perfetta.Novello S.Paolo folgorato dallo spirîto santo.

steacanessa

Gio, 28/01/2021 - 12:06

Qualcuno gli spieghi che il comunismo è contro natura e contro il cristianesimo. Forse capirà perché è fallito.

0rl4nd0

Gio, 28/01/2021 - 12:22

@cfg Gio, 28/01/2021 - 10:19 mi hai tolto le parole di bocca! bravo. Aggiungerei solo che quel periodo storico è conosciuto come "biennio rosso". Proprio da quella scissione del partito socialista nacque il fascismo! Sia fascismo che nazismo hanno radici a sinistra, piaccia o no è così. La destra, storicamente, è sempre stata la mite e reale detentrice della cultura non fosse altro per il motivo che, appunto, i benestanti e per ovvie ragioni, erano quelli che sapevano scrivere ed erano acculturati. Poi sono arrivati i buzzurri di sinistra che (come loro caratteristica peculiare) hanno rubato il concetto di cultura e lo hanno fatto loro, ma a "squola" mica te le insegnano queste cose ...

lavitaebreve

Gio, 28/01/2021 - 12:24

SIGNOR BERTINOTTI, LEI IN TELEVISIONE PARLAVA SEMPRE DI COME AIUTARE I POVERI. PURTROPPO I POVERI SONO RIMASTI POVERI, L'UNICO A DIVENTARE RICCO È STATO LEI. COMPLIMENTI.

Ritratto di Cali85

Cali85

Gio, 28/01/2021 - 12:29

Ma io mi chiedo, e lo faccio da quando ho capito di essere al mondo, : E' possibile che una persona Intelligente, come giudico Bertinotti, e come tanti altri che non nomino perché sono conosciuti , non abbiano mai capito che una ideologia come il comunismo, che, sulla carta , ha tutte le ragioni di esistere, per essere applicato, abbia bisogno di una dittatura. Non si è mai visto un regime comunista applicato ad una Democrazia. Nemmeno il fallimento economico ed ideologico della loro madre patria li fa ragionare. Anzi, si dichiarano ancora oggi, orgogliosamente, comunisti. Ma cosa è " L'Intelligenza" ? Capire gli eventi ed, ev

Ritratto di marystip

marystip

Gio, 28/01/2021 - 12:34

L'uomo dalle mille parole vuote e senza costrutto. L'ex sindacalista che ha preso per i fondelli i lavoratori italiani diventando un collezionista d'arte in possesso di "pezzi" di qualche milione di euro. La verità sul comunismo? Il male assoluto, questa è la verità, il resto poltiglia.

DRAGONI

Gio, 28/01/2021 - 12:35

GLI IRRIDUCIBILI COMUNITI CHE HANNO VISSUTO DA RICCHI ITALIANI AL RIPARO DELLA CORTINA DI FERRO ORA HANNO RICONOSCIUTO NEL PAPA UN LORO MANCATO LIDER.TARSFORMISMO A SCOPPIO RITARDATO.

lorenzovan

Gio, 28/01/2021 - 13:02

anni fa era il Berluska..difatti fece cadere il governo Prodi e offri' il governo al Berluska su un vassoio d'argento..insomma..un Renzi antelitteram..questi sono i migliori alleati della destra italiana...lololol

Ritratto di moshe

moshe

Gio, 28/01/2021 - 13:03

questo ha picchiato la testa !

Ritratto di Cali85

Cali85

Gio, 28/01/2021 - 13:04

eventualmente ed adeguare le proprie idee oppure perseverare nelle proprie convinzioni senza considerare ciò che avviene intorno ? Per me tutti coloro che si vantano di essere stati,o di essere ancora comunisti, non hanno mai avuto un barlume di intelligenza. Non gli concedo neppure la scusante dell'abbaglio della novità, quando nacque. Una volta visto come era applicata, un persona intelligente, lo avrebbe capito al volo!!!

lorenzovan

Gio, 28/01/2021 - 13:06

Calmapiatta ..come sempre liminarmente condivido..ma non su un punto..se non esiste nessuna rischio di comunismo in Italia..invece esiste un rischio di neofascismo..non certo con i fez ..i gagliardetti e i pugnaletti...ma un neofascismo moderno..tipo i paesi europa dell'est..e questo nessuno puo' negarlo

CICERONE24

Gio, 28/01/2021 - 13:32

Radical chick. Tutta fuffa. Aggiornati...

Ritratto di Jimmie01

Jimmie01

Gio, 28/01/2021 - 14:00

Dice bertinotti, “ non abbiamo saputo leggere i fatti di Praga “. Cioè’ per questa persona il concetto di sovranità limitata dei Paesi dell’est rispetto la URSS e la aggressione, invasione coi carri armati sono “ fatti “? Questo è’ uno statista punto e basta . Non è cambiato.

Ritratto di wilfredoc47

wilfredoc47

Gio, 28/01/2021 - 14:08

STEACANESSA 12.06 finalmente qualcuno che ritiene il comunismo "contro natura". Me lo insegnò la mia nonna paterna una sessantina d'anni fa pur avendo avuto un'infanzia ed una adolescenza miserrime. Del resto un cervello fino ha detto che l'essere comunista richiede di poterselo permettere, oltre che d'essere in malafede. Come "cachemirino", qui sopra sproloquiante!

honhil

Gio, 28/01/2021 - 14:10

«“… avvicinarsi alla classe operaia e allontanarsi da Wall Street”. Secondo lei è possibile? "Certo che sì".» Sarà impossibile, anzi del tutto impossibile, a Joe Biden allontanarsi da Wall Street: intendendo con il termine Wall Street gli arcimiliardari che a vario titolo hanno finanziato la campagna elettorale del 46° presidente degli Stati Uniti. E non soltanto perché il partito dell'asinello e quella casta di ricconi si sorreggono l’un l’altro, ma soprattutto perché chi in Wall Street detta legge ha avallato quei brogli elettorali: facendo degli Usa l’omologo di uno dei tanti Paesi dell’America latina.

Ritratto di niki 75

niki 75

Gio, 28/01/2021 - 14:14

Solo uno che sappia arrampicarsi sugli specchi può tentare di dire (magari a mezza bocca)qualcosa di buono del Comunismo che, non soltanto in Italia; ma in ogni parte del mondo è riuscito, con una lotta di classe basata sull'odio, a determinare autentici disastri nel tessuto socio-economico nazionale.

cgf

Gio, 28/01/2021 - 14:26

@lorenzovan Gio, 28/01/2021 - 13:06 il ritorno del neofascismo è nella mente di chi, usando gli stessi metodi, cerca un nemico sconfiggere [i mulini a vento]. È per molti una ragione di vita, che spesso si spegna nella paranoia. La Storia ha insegna che punti antipodali del panorama politico hanno avuto le stesse ed identiche origini: il socialismo. Come già fatto notare è tutto bello sulla carta, ma per trovare la reale applicazione necessita della forza e della dittatura. Marx [nb nato agiato, ma morto ricco parassita] come esempio ha lasciato la frequentazione dei salotti, dove l'arrivare al fine mese della classe operaia tocca quanto il popolo senza pane a M.Antonietta. È risaputo che tutti quei bla-bla sono solo per alleggerirsi la coscienza, paludarsi per sembrare bravi e buoni. Il Papa dice invece di puzzare di pecora (in cashmere?), di andare nelle strade, l’amore al prossimo e non inventarsi un nemico, chissà cosa spera nel Papa il signor Bertinotti

Gioviale

Gio, 28/01/2021 - 14:29

Steacanessa, lei dice che il comunismo è contro natura e contro il cristianesimo, e non posso che essere d’accordo. Ma bisognerebbe aggiungere che il cristianesimo, invece, non è contro il cristianesmo (ed è, sotto certi aspetti, anch’esso in qualche modo contro natura). L’avversione per i ricchi e la drammatizzazione del denaro sono due esempi. Di fatto il predicatore più marxista, oggi in Italia, altri non è che il Papa.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Gio, 28/01/2021 - 14:52

@Calmapiatta - anche parlare di nazismo? Allora, seguendo il tuo ragionamento, non serve il giorno della memoria? O facciamo tutto a senso unico?

cgf

Gio, 28/01/2021 - 15:07

[riprovo]@lorenzovan Gio, 28/01/2021 - 13:06 il ritorno del fascismo è nella mente di chi, usando gli stessi metodi, cerca un nemico da sconfiggere,presente i mulini a vento? È per molti una ragione di vita, che spesso finisce nella paranoia. La Storia insegna che i punti antipodali del panorama politico hanno avuto le stesse ed identiche origini: il socialismo. Come già fatto notare è tutto bello sulla carta, ma per trovare la reale applicazione necessita della forza e della dittatura. Marx [nato agiato, ma morto ricco parassita] come esempio ha lasciato la frequentazione dei salotti, dove l'arrivare a fine mese della classe operaia tocca quanto toccò il popolo senza pane a M.Antonietta. È risaputo che tutti quei bla-bla sono solo per alleggerirsi la coscienza, paludarsi per sembrare bravi e buoni.Il Papa dice invece di andare nelle strade e puzzare di pecora (in cashmere?), amare anche i nemici e non eliminarli, chissà cosa spera nel Papa il signor Bertinotti

cir

Gio, 28/01/2021 - 15:13

Calmapiatta Gio, 28/01/2021 - 11:16 : questo e' mai stato comunista.lo conosco beneee!!

giolio

Gio, 28/01/2021 - 15:31

scarpe cintura e borsello da 2 milioni e 500 mila lire questo era veramente un esempio di comunista

Ritratto di navajo

navajo

Gio, 28/01/2021 - 15:35

Il solito komunista spara la sua corbelleria e aggiunge, lo sparapalle, che nessuno può negarlo. LolLol. Invece l'unica cosa che non si può negare è che il capitalismo è la diversa distribuzione della ricchezza, mentre il komunismo è l'uguale distribuzione della miseria. Ecco perché i sinistrati italiani son rimasti tutti qui ad arricchirsi e nessuno si è trasferito nel "paradiso dei lavoratori" sovietico.

Ritratto di saggezza

saggezza

Gio, 28/01/2021 - 15:44

MA ancora con sto comunismo e sto fascismo sembra una tifoseria di calcio senza senso. BASTA NON SE NE PUÒ PIÙ. Bertinotti sveglia….. oggi comandano i gruppi sinistri bilderberg, i massoni, le multinazionali, i Rockefeller, i Bill Gates, i soros, le banche, le grosse industrie farmaceutiche e indovini quale nostro partito italiano è legato a tutti questi? Alla facciaccia dei lavoratori. I big dell’economia mondiale condizionano tutte le politiche di tutte le nazioni. Questo lei lo sa, ma non lo vuol dire. Tornando a noi, lei Bertinotti non pensa prima ai suoi figli e alla sua famiglia e se ne avanza poi a quella degli altri? Certamente SI. Uno stato non dovrebbe fare altrettanto con i suoi cittadini? O no?

Luca66

Gio, 28/01/2021 - 16:04

Nell'intervista si è solo dimenticato di dire che è un "COMUNISTA ITALIANO" e cioè, traduco per chi non capisce o non vuole capire, che la loro ideologia si riduce in sintesi a questo concetto: "CASA MIA E' CASA MIA MENTRE LA TUA E' SEMPRE CASA MIA". Mi sono sempre chiesto cosa può dire un personaggio come lui, con tanti soldi, villa a San Remo e chissà cos'altro, ad un operaio che per mille euro al mese fatica a tirare avanti... Misteri d'Italia!!!

Ritratto di mbferno

mbferno

Gio, 28/01/2021 - 16:20

@Lavitaebreve.. esatto,proprio così. Questa è la principale presa in giro del komunismo,non arricchisce i poveri,ma i membri del partito. Non si comprende perché i poveri continuino a votarli,forse oltre ad essere poveri,sono pure scemi.

lorenzovan

Gio, 28/01/2021 - 17:07

cgf..invece di scrivere poemi..pensa a quello che hai scritto ..irreale..quando collochi nel 36 l'adesione dei comunisti al regimne fascista...mi son pizzicato per vedere se ero sveglio

lorenzovan

Gio, 28/01/2021 - 17:10

mferno..pensa ai gerarchi in fuga con il bottino..e ancor prima ai fasti imperiali dei partecipanti alla cricca nera al potere..Tutti i regimi dittatoriali hanno in comune la stessa cosa..l'accumulo della ricchezza in pro del gruppo dirigente e dei loro famigli a spese del popolo..siano neri..verdi ercobaleno o rossi..

d'annunzianof

Gio, 28/01/2021 - 17:19

Comunista con la 'erre moscia'

d'annunzianof

Gio, 28/01/2021 - 18:18

Oddio quanto e` figo con la sua erre moscia sempre seduto alla salotto liberal i suoi completi da professorotto di filosofia le sue maniere da intellettuale dal sapere profondo......e` da mori`

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Gio, 28/01/2021 - 19:09

@lorenzovan - comunista suo pari, non c'è bisogn od iscriver poemi, il tipo non ha mai lavorato in vita sua. Però vestiva cashmire.

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Gio, 28/01/2021 - 19:16

Della cricca: FATE QUELLO CHE VI DICO MA NON FATE QUELLO CHE FACCIO.

cgf

Ven, 29/01/2021 - 10:09

@lorenzovan Gio, 28/01/2021 - 17:07 davvero, crede che non abbia controllato prima di “ricordare”? Si svegli leggendosi la rivista Stato Operaio fondata 13 anni prima a Milano da un certo Togliatti Palmiro. Non è a conoscenza e se non conosce non esiste? Sono tante le cose che lei non conosce e che s'immagina molto diverse da come sono. Anche io mi feci incantare da giovane, feci anche la tessera!! ma a differenza sua mi documentai sui pro e contro, cercando di vedere/comprendere con sufficiente chiarezza (leggasi discernimento) su tutto quello che mi veniva propinato, facendo verifiche e ricerche su risposte evasive a domande precise. Non è il solo scheletro nell'armadio, se non ha avuto tempo/voglia fino ad oggi... continui a fare lo struzzo e considerare irreale quello che non le piace, ma si ricordi che mettere la testa sottoterra, lascia fuori... poi viene qui perché è rifiutato nei salotti dei suoi mentre qui si accettano tutti, belli e brutti, solo questo…