"Da qui mandiamo a casa Meloni". Elly Schlein ne era sicura: da Venezia doveva arrivare l'avviso di sfratto al governo. Tutti i leader del campo largo hanno fatto visita alla città lagunare caricando questo voto di enormi aspettative e attribuendogli un'importanza di caratura nazionale. A urne chiuse, però, la narrazione è completamente cambiata.
Già dopo i primi exit poll che davano perdente il candidato del centrosinistra, Andrea Martella la narrazione è rapidamente e radicalmente cambiata. Igor Taruffi, responsabile Organizzazione del Pd, ha rimarcato che tra i comuni vinti dal centrosinistra ci sono città come "Pistoia, dove governava da 9 anni Fratelli d'Italia, e Prato, che è comunque una città di 200.000 abitanti, è la seconda città più popolosa che andava al voto". E ancora: "Venezia fa 250.000 abitanti, Prato 200.000". In definitiva, quindi, un semplice capoluogo di provincia della Toscana dove il Pd ha sempre vinto è paragonabile a un capoluogo di Regione, ex feudo rosso, dove il centrosinistra non vince dal 2015. Francesco Boccia (foto), capogruppo del Pd in Senato, è stato capace di fare addirittura di meglio affermando proprio al Giornale che "Venezia ha meno abitanti di Bisceglie" che, però, conta poco più di 50mila abitanti. L'importante è minimizzare. Anche Chiara Gribaudo, vicepresidente del Pd, intervistata dal Quotidiano Nazionale, ha cercato di ridimensionare la sconfitta attribuendola a fattori locali come il forte radicamento dell'ex sindaco Luigi Brugnaro. Poi è arrivata persino a dire che "Andrea Martella non era il favorito anche se è un candidato molto serio e competente". Una dichiarazione che, forse, non tiene conto dell'ottimismo che regnava nel Pd alla luce di alcuni sondaggi riservati troppo trionfalistici. Ma l'ex parlamentare dem Alessia Morani (foto) è riuscita a superare tutti i suoi compagni di partito sostenendo che il centrosinistra abbia stravinto. "Venezia è una vittoria simbolica nessuno lo nega.
Ma esultare come se fosse un trionfo mentre perdi Andria, Avellino, Mantova, Pistoia, Prato e Salerno è un po' come festeggiare un gol su 7-3 per gli avversar", si legge sul suo profilo Facebook. In nessuna di queste città, però, si è vista una mobilitazione dei leader nazionali come a Venezia, insieme a Reggio Calabria, che era la città più importante che andava al voto.