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Blocco navale anti terroristi. Espulsioni veloci per i violenti

Il Consiglio dei ministri vara il ddl immigrazione: stretta sulla "protezione complementare", contributo per i richiedenti asilo e riforma dei rimpatri

Immagine di repertorio
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Diritto d'asilo, rimpatri veloci per i violenti, nuovi Cpr e difesa delle frontiere dal rischio terrorismo: il disegno di legge che riscrive le norme sull'accoglienza, licenziato ieri dal Consiglio dei ministri, arriva non a caso il giorno dopo l'ok della Commissione Ue alla lista comune dei "Paesi sicuri". Tra i punti principali la corsia preferenziale al magistrato di Sorveglianza sull'espulsione dello straniero detenuto, senza che l'opposizione al provvedimento ne possa sospenda l'esecuzione.

Diritto d'asilo

Arriva il Sistema nazionale per il riconoscimento della protezione internazionale presso il Viminale, con la Commissione nazionale per il diritto di asilo quale autorità centrale. Ai beneficiari "che dispongano di mezzi sufficienti" potrà essere richiesto "un contributo economico per alcune misure obbligatorie di integrazione" se questo versamento non rappresenti "un onere irragionevole". Al richiedente potrebbe essere assegnata "una specifica zona geografica", prevedendo anche i presupposti per imporre l'obbligo di residenza in un luogo specifico o di presentazione periodica alle autorità. L'accesso ai luoghi dove si svolgono gli accertamenti sul diritto d'asilo "non comporta autorizzazione all'ingresso nel territorio dello Stato". L'impugnazione all'autorità giudiziaria sarà ricorribile in primo grado "esclusivamente per motivi di legittimità". Ci sarà una stretta per prevenire rischi di fuga e minacce alla sicurezza o alla salute pubblica.

Rimpatri

Arriva la "decisione unica europea nei confronti del richiedente asilo. Se viene respinta il migrante sarà trattenuto in un Cpr in cui "sono assicurati i diritti fondamentali e la dignità della persona connaturati alla privazione della libertà personale", con accessi, visite, e monitoraggio affidato al prefetto. Sarà il Viminale a stabilire linee guida per definirne "caratteristiche tecnico-progettuali, tecnologiche ed impiantistiche generali" omogenee.

Minori stranieri

Si modifica la "Legge Zampa" (la 47 del 2017), abrogando il cosiddetto "prosieguo amministrativo" per cui il minore poteva fruire del percorso di accoglienza e integrazione fino a 21 anni (diventano 19). Si abbassa a 14 anni (da 15 anni) l'età di ingresso e soggiorno per motivi di studio.

Espulsioni più facili

Saranno espulsi su ordine del giudice gli straniero comunitari e no condannati alla reclusione per violenza o minaccia a pubblico ufficiale, resistenza a pubblico ufficiale (anche nei Cpr), violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario, con circostanze aggravanti. L'arresto diventa obbligatorio anche fuori dalla flagranza e si procede con rito direttissimo anziché ordinario

Protezione complementare

Per ottenere la cosiddetta "protezione complementare" (se non si ha diritto all'asilo) prevista dall'articolo 8 della Convenzione europea "per la salvaguardia dei diritti dell'umanità e delle libertà fondamentali" servirà un periodo di soggiorno regolare di almeno cinque anni, conoscenza "certificata" dell'italiano, alloggio in regola e disponibilità finanziaria analoga a quella richiesta per i ricongiungimenti familiari. La domanda verrà comunque rigettata se lo straniero "rappresenta una minaccia per l'ordine e la sicurezza pubblica o dello Stato", anche straniero. È saltata la norma "salva Almasri" che prevedeva la "consegna allo Stato di appartenenza di soggetti la cui permanenza possa compromettere la sicurezza della Repubblica o le relazioni internazionali e diplomatiche, anche in adempimento di accordi internazionali.

Blocco navale

Per scongiurare l'arrivo di potenziali terroristi che minaccino la "sicurezza nazionale" l'attraversamento del limite delle acque territoriali può essere temporaneamente interdetto da Palazzo Chigi su proposta del ministro dell'Interno. Scattano le sanzioni (fino a 50mila euro) per chi lo viola, "salvo che il fatto costituisca reato". Sarà responsabile in solido l'utilizzatore o l'armatore e al proprietario della nave", che può essere confiscata in caso di violazione reiterata del blocco. In questo caso i migranti "eventualmente a bordo di imbarcazioni sottoposte all'interdizione (...

) possono essere condotti anche in Paesi terzi diversi da quello di appartenenza o provenienza", come l'Albania, con il quale l'Italia ha stipulato il Protocollo ostacolato dalle sentenze di corti d'Appello e sezioni Immigrazione.

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