Boldrini: "Mi attaccano perché denuncio i fascisti. Ora ho paura per mia figlia"

La Boldrini sui fotomontaggi choc pubblicati sul web: "Mi attaccano perché combatto per i diritti delle donne"

Boldrini: "Mi attaccano perché denuncio i fascisti. Ora ho paura per mia figlia"

"Mi attaccano perché faccio tutto a voce alta e senza paura. Ma non vuol dire rimanere indifferente di fronte a questo orrore continuo. La mia preoccupazione rimane sempre mia figlia". In un colloquio con il Manifesto, Laura Boldrini torna a parlare delle minacce che in queste ultime settimane sono arrivate sui social network. "Non auguro a nessun figlio di vedere sua madre rappresentata in quelle condizioni", aggiunge alludendo ai macabri post con fotomontaggi che l'hanno raffigurata su Facebook.

Nei giorni scorsi era circolato sul web un fotomontaggio che rappresentava la Boldrini con la testa mozzata e la scritta "sgozzata da un nigeriano inferocito". Come non bastasse - quasi a rendere più esplicito il messaggio - la didascalia proseguiva: "Questa è la fine che deve fare così per apprezzare le usanze dei suoi amici". L'immagine era stata scovata e denunciata dal gruppo Facebook "I sentinelli di Milano" che l'aveva riproposta sulla propria pagina facendo scoppiare il caso politico. "Mi attaccano perché denuncio l'insorgere di gruppi fascisti che agiscono indisturbatamente sia sulla rete che sul territorio", spiega al Manifesto il presidente della Camera, oggi candidata con il partito "Liberi e Uguali". "Mi attaccano - continua - perché combatto per i diritti delle donne e mi spendo affinché si possa vivere in una società coesa e senza discriminazioni".

La Boldrini torna anche a commentare la brutale morte di Pamela Mastropietro, la 18enne romana il cui corpo è stato fatto a pezzi da uno spacciatore nigeriano. Ieri ha incontrato la madre della giovane per esprimerle la propria vicinanza. "Da madre, non riesco neanche a immaginare il dolore che prova - racconta oggi al Manifesto - una donna forte che con grande senso di responsabilità chiede giustizia, non vendetta. Sta dando a tutti noi una lezione di civiltà".

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