Il caso Salis non deve certo far piacere a chi, come Avs, fa della morale e della trasparenza un mantra quando bisogna chieder le dimissioni di questo o quell'esponente della maggioranza. Però sul caso della donna che la Bonelli&Fratoianni ha candidato a Bruxelles nemmeno una riga: nessun "verificheremo", quella sorta di "le faremo sapere" che salva la forma ma non la sostanza.
E, allora, abbiamo provato noi a spronarli, sperando che il loro silenzio fosse solo frutto di un'amnesia temporanea. Prima Bonelli (seconda foto), che ha chiaramente detto di non voler commentare la vicenda. Poi è stato il turno del compagno Fratoianni (prima foto): "Che commento devo fare? Quanto ai precedenti, quanto chiunque viene assunto al Parlamento europeo, per quanto ne so perché non ho mai avuto la fortuna di andarci, c'è una documentazione richiesta, tra cui il casellario giudiziario, che il Parlamento esamina e definisce compatibile o incompatibile con il ruolo, e quindi evidentemente così è stato fatto anche per questa persona e non sono stati rilevati problemi. Quanto alle vicende che riguardano la vita privata di Ilaria Salis se vuole li fa lei".
Ma Ivan Bonnin, l'assistente della Salis che tra i precedenti ha una condanna a sei mesi di carcere poi commutati in una multa da 15mila euro, è stato trovato in camera con lei a Roma al momento dei controlli della polizia dopo l'alert scaturito dalla Germania. E, tra le condizioni di assunzione, al punto 3 dell'articolo 13, si legge che "i deputati non possono chiedere l'assunzione o il ricorso ai servizi del proprio coniuge o partner stabile". Per questo, così come per accertarsi che siano state verificate correttamente tutte le informazioni circa Bonnin, il gruppo di Fratelli d'Italia a Bruxelles, Ecr, ha chiesto al presidente del Parlamento, Roberta Metsola, se fosse a conoscenza dei precedenti menzionati dalla stampa. Invece di voler far luce sulla vicenda, pretendendo la medesima chiarezza che si richiede agli avversari politici, c'è chi come il capogruppo di Avs al Senato, Giuseppe De Cristofaro (foto a sinistra), ci vede una sorta di strategia per distogliere da chissà quali altre situazioni: "Surreale che vengano chiesti chiarimenti sulla vicenda Salis da parte in particolare del primo partito di questo Paese, e faccio notare a tutti che la Salis non ha aperto nessuna bisteccheria". Ma, quando gli facciamo notare che Avs ha sempre chiesto le dimissioni di chi non rispettasse quelli che loro considerano i canoni etici, ribatte che "non c'è assolutamente nulla di scorretto nel comportamento della Salis, è scorretta la campagna volgare che sta facendo Fratelli d'Italia per far dimenticare quello che fanno i suoi esponenti. I regolamenti parlamentari sono molto chiari, e in tal senso non ha fatto niente in difformità con il regolamento". Poi la grave affermazione sul legame tra il partito di Giorgia Meloni e la criminalità organizzata: "Se FdI vuole continuare questa campagna per distogliere l'attenzione dal fatto che suoi esponenti siano in combutta con la mafia faccia pure.
E se i giornali di area di riferimento della destra vogliono fare lo stesso facciano pure, sappiano pure che non ci intimidiscono". Eppure, sembra che, per quanto non siano intimiditi, non abbiano alcuna intenzione di rispondere nel merito. Abbiamo chiesto chiarimenti sull'opportunità politica e loro hanno taciuto.