Bonus per i navigator ma i soldi alle famiglie continuano a slittare

Gli addetti dei centri per l'impiego sommano allo stipendio anche i 600 euro di sostegno

Bonus per i navigator ma i soldi alle famiglie continuano a slittare

C'è un'unica categoria in Italia che durante la crisi Covid19 non solo non ha perso un centesimo ma anzi ha aumentato il proprio reddito: i navigator. Un termine altisonante dietro cui si nasconde in realtà l'esercito di neoassunti (grazie a Di Maio) nei disastrosi centri per l'impiego italiani. Costoro, pagati dallo Stato per trovare in teoria un lavoro 966mila percettori di reddito di cittadinanza considerati «occupabili», durante il lockdown hanno di fatto interrotto l'attività lavorativa nei Cpi chiusi da marzo, ma non hanno assolutamente interrotto la percezione dello stipendio pubblico di circa 1600 euro netti al mese. Quindi già gli è andata di lusso, ma non basta. I navigator hanno anche chiesto e ottenuto l'aiuto governativo dei 600 euro, erogato dallo Stato ai lavoratori autonomi per compensare i tre mesi di mancati incassi. Peccato che loro non abbiano avuto alcun mancato incasso ma lo stipendio pieno. Però, visto che lo Stato che già li stipendia senza lavorare, ha messo loro a disposizione anche un'ulteriore sommetta, perché non portarsela a casa? E così hanno fatto, ottenendo quindi un aumento secco del 30% dello stipendio, proprio nel momento in cui la maggioranza degli italiani restava senza reddito o tirava la cinghia.

Purtroppo è la legge che consente di farlo, perchè i navigator sono stati assunti come co.co.co (con una spesa di 500 milioni di euro a carico dello Stato), per evitare il concorso pubblico e accelerare i tempi dell'infornata dal sapore clientelare. Il ministro M5s aveva fretta di regalare uno stipendio a 2.850 persone e relative famiglie, soprattutto nella sua Campania, dove si concentra infatti la percentuale più consistente di navigator (471, il triplo che in Veneto). I quali hanno dunque ottenuto uno straordinario successo nella capacità di aumentare l'occupazione, soltanto la loro però. Da quando c'è il reddito di cittadinanza, meno del 2% di chi lo riceve ha trovato un lavoro, ancora meno quelli che lo hanno fatto grazie alla consulenza dei navigator, di fatto totalmente inutili, tranne a se stessi. Soldi e bonus per chi non lavora, tasse e zero aiuti per chi lavora. É la giginizzazione, o grillizzazione, dell'economia.

Il decreto Cura Italia include i co.co.co nella platea dei beneficiari del bonus di 600 euro, e quindi i navigator ci si sono fiondati subito. Da finti autonomi quindi si stanno godendo la cuccagna degli aiuti destinati ai veri autonomi, quelli senza stipendio fisso. Quando poi il finto contratto da autonomi scadrà nel 2021, i navigator potranno fare causa, come segnala Il Foglio, dimostrando che in realtà il loro era un lavoro da dipendenti. E lo Stato dovrà pagarli un'altra volta. Un conto salatissimo che si deve a Di Maio. A beneficiarne loro, e Domenico Parisi, lo pseudo-guru chiamato da Luigino fin dal Mississippi per occuparsi di reddito e navigator, con i risultati che abbiamo detto. In compenso Parisi è riuscito a spendere 160mila euro tra voli business class dall'Italia agli Usa («soffro di mal di schiena, devo volare comodo»), pranzi e cene.

Per loro i soldi ci sono, per le famiglie di padri e madri lavoratori alle prese con i figli a casa da scuola, invece, c'è tempo. Sul sito dell'Inps i bonus baby sitter e quelli per il congedo parentale sono ancora fermi al decreto di marzo, con importi molto inferiori rispetto a quelli decisi dal dl Rilancio, pubblicato ormai da dieci giorni ma ancora lettera morta per l'Inps. Una beffa per migliaia di famiglie in difficoltà. Dall'Inps fanno sapere che i i moduli aggiornati saranno disponibili a giugno. Tanto che fretta c'è? Prima c'è da dare il bonus ai navigator.

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