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Boom di reati (e coltelli) tra gli under 18 Il nodo stranieri e gli omicidi a +150%

Gli psichiatri: "Droghe e disagi, problema di sicurezza"

Boom di reati (e coltelli) tra gli under 18 Il nodo stranieri e gli omicidi a +150%
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Negli ultimi 12 mesi gli omicidi commessi da minori in Italia sono aumentati di oltre il 150%, passando da 14 a 35 casi e arrivando a rappresentare il 12% del totale. Un dato che va di paripasso con l'aumento degli arresti di adolescenti stranieri.

A cambiare è anche la natura della violenza: meno legata a contesti organizzati e sempre più spesso espressione di fragilità individuali o dinamiche di gruppo, difficili da intercettare e che hanno in alcune droghe l'elemento scatenante. Secondo i dati del servizio Analisi criminale (Criminalpol) e delle relazioni per l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2026 analizzati, anche la percentuale di vittime minorenni è in aumento, mentre il dato complessivo degli omicidi in Italia continua a diminuire. "Un paradosso che conferma come la criminalità minorile sia in controtendenza - spiegano i presidenti Sippf (Società italiana di psichiatria e psicopatologia forense), Eugenio Aguglia e Liliana Lorettu durante il congresso nazionale - Negli ultimi dieci anni gli omicidi totali nel Paese sono calati fino al 72%, mentre la componente minorile è l'unica voce in crescita".

Uno degli elementi rilevanti riguarda il ruolo delle sostanze. "L'uso di cannabinoidi sintetici, alcol e combinazioni di farmaci può agire come fattore scatenante, amplificando comportamenti impulsivi o determinando stati di alterazioni difficili da distinguere sul piano clinico e giuridico" spiega Massimo Clerici, presidente della Società di Psichiatria delle Dipendenze. A questo si aggiungono le difficoltà di intercettare il disagio giovanile da parte dei servizi territoriali. Di conseguenza, gli istituti Penali minorili registrano un aumento della presenza media giornaliera superiore al 30%, con l'80% degli ingressi legato a misure cautelari, spesso in assenza di percorsi terapeutici strutturati.

"Non basta intervenire dopo il reato - concludono gli psichiatri - serve una capacità di diagnosi precoce che oggi non abbiamo. Altrimenti continueremo a leggere questi dati come fatti di cronaca, senza coglierne il significato clinico, educativo e sociale".

Nel 2024 i Dipartimenti di salute mentale hanno seguito circa 845mila persone, con oltre 10 milioni di prestazioni erogate e più di 272mila nuovi accessi nell'anno.

Eppure, è sufficiente una quota estremamente ridotta - poco più dello 0,1% dell'utenza - per mettere sotto pressione l'intera organizzazione dei servizi. Il punto più critico riguarda il sistema delle Rems, le Residenze per l'esecuzione delle misure: a fronte di circa 632 posti disponibili, si stimano 750 persone in attesa di ingresso.

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