Leggi il settimanale

Le Borse europee rifiatano. Crollo storico per la Corea

Nonostante risultati positivi, saranno necessarie ancora molte altre giornate simili per rientrare delle perdite

Le Borse europee rifiatano. Crollo storico per la Corea
00:00 00:00

Dopo quarantotto ore tinte di rosso in cui i listini europei hanno bruciato più di 850 miliardi di euro, la Borse del Vecchio Continente ieri hanno provato a rialzare la testa.

Ma mentre l'Europa conta i danni e cerca il rimbalzo, la geopolitica presenta il conto altrove. Nel Golfo, il deserto finanziario resta arido con la chiusura prolungata da Abu Dhabi, un segnale politico di estrema cautela, mentre Dubai, dopo tre giorni di chiusura straordinaria, brucia il 4,7%. Ma a subire il tracollo più inaspettato è l'Asia. In questa scacchiera impazzita, è la Corea del Sud a subire il danno maggiore. Seul basa la propria economia sulle aziende produttrici di microchip come Samsung e SK Hynix, primo e secondo produttore di chip al mondo, che da sole rappresentano quasi il 40% dell'indice Kospi e ieri hanno perso rispettivamente l'11,7% e il 9,6%. La loro capacità di mandare avanti la produzione, considerando che la Corea importa quasi l'82% di energia e petrolio, è legata a doppio filo con le importazioni di combustibili, provenienti dallo Stretto di Hormuz, lo snodo da cui passa circa il 20% del petrolio mondiale, oggi bloccato dai Pasdaran iraniani come strategia contro gli Stati Uniti. Il risultato? Ieri Seoul ha perso il 12% prima di interrompere con anticipo le contrattazioni. In due giorni, il Kospi ha bruciato così il 19%, ovvero circa 750 miliardi di dollari. Il rischio però va ben oltre i confini della Corea del Sud: senza i chip coreani, l'industria automobilistica e quella degli smartphone potrebbero fermarsi. Come sempre, la Borsa sta solo anticipando la realtà.

Nel frattempo, in Europa arriva una prima ondata di ottimismo: il prezzo del gas ieri è crollato di circa il 10%, tornando sotto i 50 euro mWh e il petrolio si è fermato intorno ai 74 dollari a barile. Così le Borse sono tornate in positivo dopo giornate di fuoco. Maglia rosa per Milano che ha chiuso la giornata con una crescita del 1,9% a 45.339 punti. Un ritorno alla crescita anche per gli altri principali listini europei: a Francoforte il Dax ha guadagnato l'1,9%, mentre Parigi e Londra sono cresciute, rispettivamente, dello 0,79% e dello 0,75%.

Nonostante risultati positivi, saranno necessarie ancora molte altre giornate simili per rientrare delle perdite. Anche gli Stati Uniti portano avanti una giornata positiva, con una crescita intorno allo 0,9% (dato aggiornato alle 20 italiane).

Infine, si è stabilizzato il prezzo dei metalli: dopo una giornata in rosso,

ieri sia oro (5.130 dollari l'oncia) che argento (83 dollari l'oncia) sono tornati a crescere. Il ritorno ai beni rifugio conferma che, nonostante il rimbalzo, la bussola degli investitori punta ancora verso la tempesta.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica