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La brulla "isola del tesoro" forziere del greggio iraniano

Da qui transita il 90% dell' "oro nero" poi caricato sulle superpetroliere

La brulla "isola del tesoro" forziere del greggio iraniano
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È grande come il Giglio in Toscana ma è la vera isola del tesoro degli ayatollah. Kharg, bombardata la scorsa notte dagli americani, è il terminale attraverso il quale transita il 90 per cento delle esportazioni del greggio iraniano e quindi è fondamentale per l'economia dell'intero Paese. Nella parte meridionale dell'isola, grande all'incirca 22 chilometri quadrati, si trovano infatti imponenti serbatoi di stoccaggio riforniti ogni giorno grazie agli oleodotti di milioni di barili di greggio che sgorga dai principali giacimenti del Paese, come Ahvaz, Marun e Gachsaran e che poi sono caricati sulle superpetroliere grazie a lunghi ormeggi nelle acque profonde che circondano l'isola che l'hanno resa ideale per questa specializzazione.

Tutta la vita di Kharg ruota attorno al suo ruolo di porta del petrolio. Il resto della brulla isola che si trova nella parte nord del Golfo Persico, circa 25 chilometri al largo della costa e 483 a nord-ovest dello stretto di Hormuz, è occupata da una cittadina che ospita i lavoratori delle strutture petrolifere, da un aeroporto che si trova nella parte nord e la cui torre di controllo è stata presa di mira dai bombardamenti e da strutture militari destinate al controllo di Kharg, che gli iraniani chiamano l'"isola proibita" perché le Guardie Rivoluzionarie Islamiche sorvegliano rigidamente sull'accesso limitato.

Eppure Kharg avrebbe potuto avere un differente destino. Definita nel 1960, prima della sua trasformazione in infrastruttura petrolifera, la "perla orfana del Golfo Persico" dallo scrittore iraniano Jalal Al-e-Ahmad, l'isola il cui nome significa "dattero ancora acerbo" ha una storia millenaria, con un vasto patrimonio archeologico che reca tracce di insediamenti umani che risalgono alla fine del secondo millennio avanti Cristo, comprese delle iscrizioni cuneiformi risalenti all'era achemenide scolpite su una roccia corallina e danneggiate irreparabilmente da un vandalo nel 2008.

Kharg nella storia è stata spesso un'isola strategica e per questo contesa. Tra i Settecento e l'Ottocento se la litigarono gli olandesi, che vi avevano costruito un forte e un emporio, a gli inglese. Poi un lungo letargo e, negli anni Sessanta e Settanta dello scorso secolo, la "petrolizzazione" dell'isola, in seguito al boom energetico e alla nazionalizzazione dell'industria petrolifera da parte di Teheran.

Nel 1986 Kharg venne bombardata dagli iracheni nell'ambito della guerra Iran-Iraq e, contrariamente a ieri, buona parte delle infrastrutture vennero distrutte. Dopo il 1988, l'Iran ha intrapreso massicci sforzi per ricostruirle, ripristinando la capacità di esportazione.

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