Buoni pasto e salario minimo. La sterzata a sinistra di Biden

Il presidente si allinea all'ala più estrema del partito ma continua a fare dichiarazioni di moderazione

Buoni pasto e salario minimo. La sterzata a sinistra di Biden

New York. Joe Biden vira a sinistra e nel suo primo pacchetto economico da presidente degli Stati Uniti piazza una serie di misure assai vicine alle istanze progressiste. Dopo il via libera della strategia sanitaria anti-covid il Comandante in Capo ha firmato ieri due ordini esecutivi per affrontare la crisi causata dalla pandemia. Con il primo decreto è prevista l'aumento dei buoni pasto agli americani più bisognosi: l'anno scorso il governo statunitense ha offerto alle famiglie un aiuto alimentare equivalente a quello che avrebbero ricevuto i loro figli a scuola, ora il decreto di Biden lo aumenta del 15%. Secondo la Casa Bianca questo si tradurrà in circa 50 dollari in più al mese per una famiglia con tre figli. Il presidente incarica poi il dipartimento dell'Agricoltura di varare linee guida che permetteranno agli Stati di estendere gli aiuti ad altri 12 milioni di americani e di rivalutare la base per determinare i benefici. Negli Usa circa 16 milioni di persone stanno attualmente ricevendo un qualche tipo di sussidio di disoccupazione e si stima che 29 milioni non abbiano abbastanza cibo a disposizione. Donne, minoranze ed impiegati nel settore dei servizi a basso reddito sono stati colpiti in modo particolare.

Biden, inoltre, chiederà al dipartimento del Lavoro di consentire alle persone che rifiutano un impiego a causa dei rischi per la salute di beneficiare dei sussidi di disoccupazione: la misura creerà un sistema di coordinamento tra le agenzie federali per aiutare le persone a orientarsi meglio su quali sono i sussidi a cui hanno diritto.

Il secondo decreto esecutivo, invece, ripristina la contrattazione sindacale sospesa dall'amministrazione Trump, indicando alle agenzie federali di pagare un salario minimo di 15 dollari l'ora. Misura analoga sarà disposta (seppur non obbligatoriamente) per le società impegnate in lavori pubblici federali. Il direttore del Consiglio economico nazionale, Brian Deese, ha spiegato che gli ordini «non sono un sostituto» dell'ambizioso piano di stimoli da 1.900 miliardi che Biden spera di far passare in Congresso, ma piuttosto «un'ancora di salvezza fondamentale» per milioni di cittadini che hanno bisogno di assistenza immediata. «Il popolo americano non può permettersi di aspettare, tanti sono appesi a un filo - ha detto - Ci impegniamo a fare tutto il possibile per fornire tale aiuto il più rapidamente possibile. Siamo in un momento precario della nostra economia, senza un'azione rapida e decisa rischiamo di cadere in una voragine».

Biden chiede poi al dipartimento del Tesoro di considerare l'adozione di misure per velocizzare le procedure di emissione dell'indennizzo una tantum previsto dal piano anti-Covid, dopo le molteplici segnalazioni di problemi e ritardi riscontrati per i primi due assegni (da 1.200 e 600 dollari). Problemi che spera di evitare con il terzo round di pagamenti (da 1.400 dollari) incluso nel pacchetto di aiuti che dovrà approvare Capitol Hill. La manovra economica segnala una chiara svolta a sinistra di Biden, sebbene il presidente continui a fare promesse di governo da moderato di centro, come in campagna elettorale. Un diversivo, suggeriscono alcuni osservatori, per rendere meno evidente agli occhi dell'opinione pubblica la volontà di allinearsi alle posizioni progressiste della maggioranza del partito democratico.