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Bussano al suo hotel per un controllo. L'eurodeputata grida al "governo fascista"

Richiesta di documenti all'esponente Avs a Roma per la manifestazione anti Meloni. Per la Germania ha stretti collegamenti con la famigerata "banda del martello"

Bussano al suo hotel per un controllo. L'eurodeputata grida al "governo fascista"
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All'alba di ieri due agenti di polizia della Questura di Roma effettuano un controllo nella stanza d'albergo dove alloggiava l'europarlamentare Avs Ilaria Salis e il suo assistente Ivan Bonnin. Un controllo, senza alcuna perquisizione, per chiedere alcune informazioni in merito al corteo per la pace in programma nel pomeriggio a Roma. La visita della polizia italiana diventa subito una "perquisizione fascista".

Si rincorrono le fake. "È l'effetto del decreto sicurezza". "Siamo al regime". "Ecco l'Ungheria di Orbàn". Tutte bufale. È la stessa Salis a dare sul proprio profilo Facebook la notizia del controllo: "Questa mattina la Polizia si è presentata all'alba nella mia stanza d'albergo a Roma per un controllo preventivo durato oltre un'ora in vista della manifestazione di oggi. A quanto pare effetto del Decreto Sicurezza. Rendiamoci conto a che punto siamo arrivati con il Governo Meloni al potere... Viviamo in uno Stato di polizia. Ma non dobbiamo lasciarci intimidire. Manifestare è un diritto e lo dobbiamo difendere con tutte le nostre forze. Ci vediamo alle 14 in Piazza della Repubblica".

Con il passare delle ore l'allarme si sgonfia. E pure le accuse al governo Meloni si trasformano in boomerang. Il controllo effettuato dalla polizia italiana è stato un atto dovuto partito da un alert tedesco. L'alert nell'area Schengen era stato segnalato all'eurodeputata Salis già alcune settimane fa, al suo attraversamento del confine di un Paese dell'area Schengen da parte della Germania. Secondo alcuni elementi investigativi tedeschi Salis è sospettata di essere vicina a gruppi tedeschi antagonisti e antifascisti, che sarebbero stati anche responsabili di aggressioni a esponenti di estrema destra: non si può escludere quindi che l'alert nell'ambito del sistema di segnalazioni Schengen sia stato inserito nel database per questo motivo. La banda degli "Hammerbands" in particolare, sarebbe stata coinvolta in alcuni procedimenti, in Germania e in Ungheria, a seguito di aggressioni e disordini in piazza.

Nel pomeriggio l'eurodeputata Avs ricostruisce i passaggi del controllo: "Mi hanno rivolto tutta una serie di domande, che riguardavano il mio arrivo a Roma, quando sarei arrivata, come sarei arrivata... Ma anche domande che riguardavano la manifestazione: se avevo intenzione di recarmi in manifestazione, se addirittura avevo oggetti pericolosi per la manifestazione. Il controllo si è protratto per circa un'ora e poi insomma si è concluso, ma non mi hanno rilasciato alcun verbale". Da precisare che non c'è stata alcuna perquisizione. Ma una semplice richiesta di documenti e alcune domande sulla manifestazione.

Il Questore di Roma Roberto Massucci riceve nel pomeriggio Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, leader dello stesso partito di Salis per dare tutti i chiarimenti del caso.

Però il legale dell'europarlamentare tuona: "È stata violata l'immunità parlamentare della signora Salis, anche perché sono andati a fare un controllo preventivo di cui non abbiamo capito la natura dato che a lei non è stato dato nulla". Ma per i giuristi non c'è stata alcuna violazione.

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