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Campo largo in ordine sparso pure sulla task force unitaria

Pd, 5S, Avs e Iv bocciano l'idea della premier ma arrivano i sì di Calenda e di +Europa. L'ossessione per le basi Usa

Campo largo in ordine sparso pure sulla task force unitaria
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Giorgia Meloni rilancia, all'indomani delle comunicazioni in Parlamento, il tavolo con le opposizioni sulle crisi internazionali. Il campo largo si sfila. Carlo Calenda apre. Anche Riccardo Magi dice sì alla proposta del presidente del Consiglio. Matteo Renzi cambia idea in meno di un'ora. Italia Viva prima accetta la proposta della premier, poi fa retromarcia: "Nostra proposta in linea con quella di Schlein" fanno sapere fonti Iv. Le opposizioni si dividono (anche) sull'Iran. La premier tenta di ricucire, chiamando nel pomeriggio tutti i leader dell'opposizione. La sinistra resta però in assetto di guerra. Secondo quanto viene riferito la premier ha fatto sapere che aggiornerà le opposizioni per le vie brevi sull'evolversi della situazioni. "Ho ricevuto una telefonata da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ho dato piena disponibilità a partecipare a un eventuale tavolo istituzionale sulla questioni di politica estera. Ho capito che le altre opposizioni, sbagliando, non si vogliono sedere. Lo ritengo un grave vulnus istituzionale perché ci sono due guerre ai confini dell'Europa e la disponibilità del governo a informare le opposizioni, anche in una sede più raccolta e riservata, oltre che in Parlamento è una cosa positiva che va accolta" - spiega il leader di Azione Carlo Calenda. Pd e M5s lasciano cadere nel vuoto l'appello di Meloni. "Il tavolo quello più istituzionale e trasparente, è al Parlamento e già c'è, ci sono le nostre proposte, per esempio rivedere il Patto di stabilità e crescita, rivedere le accise, una tassazione seria sugli extraprofitti, poi per il resto ci possono essere scambi di informazione ai vari livelli, però le finte passerelle a Chigi le abbiamo già fatte quando c'è stato il salario minimo e abbiamo visto com'è andata" - dice l'ex premier Conte (foto), rispondendo alla proposta avanzata da Giorgia Meloni. Dal Pd invece arriva la richiesta di una nuova informativa alle Camere. "Mi auguro che il 18 marzo la seduta venga mantenuta. Quello che è accaduto nella serata di ieri, questa notte e che sta accadendo ancora, purtroppo dimostra che non eravamo cattivi profeti. Purtroppo già oggi sono cambiate una serie di questioni e penso che da qui al 19, giorno del Consiglio europeo ne cambieranno ancora tante, e che quell'ordine del giorno ufficiale, che noi non abbiamo e verrà fuori nelle prossime ore, necessita di una presenza in aula della presidente del Consiglio" - chiede il capogruppo dem al Senato Francesco Boccia. Che poi rilancia l'attacco al governo: "La presidente del Consiglio ancora oggi continua a trasmettere un sentimento di finto unitarismo nel Paese, dicendo che ci sarà un fantomatico tavolo. Il tavolo migliore è questo, è il Parlamento". Più Europa accoglie la proposta del tavolo: "Poco fa ho sentito la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alla quale ho ribadito la nostra disponibilità a partecipare al tavolo di confronto sulla situazione della guerra nel Golfo, al di là del nostro dissenso sulla politica estera del governo. Da parte della premier c'è stata la disponibilità a mantenere un canale sempre aperto di aggiornamento con le opposizioni sulle principali questioni inerenti l'evoluzione della situazione internazionale", fa sapere Riccardo Magi. Avs rialza la tensione sull'utilizzo delle basi americane in Italia. "Chiediamo al governo di dichiarare da subito l'impossibilità all'utilizzo di queste infrastrutture e basi militari" incalza il senatore Avs Peppe De Cristoforo.

Un punto però che Meloni ha già chiarito.

Nessun via libera senza passare dal Parlamento. Forse la sinistra è abituata all'uso di basi, senza passare dal Parlamento. Governo D'Alema docet. Quando i caccia americani partirono dall'Italia per bombardare la Serbia. E li la sinistra non alzò levate di scudi.

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