Caro carburante, Antitrust in campo. Ma oltre la metà del prezzo è dovuta alle tasse

Pesano per oltre la metà del prezzo al litro e sono tra le più alte d'Europa. In Italia Iva e accise sono le vere protagoniste quando si va a fare il pieno all'automobile

Caro carburante, Antitrust in campo. Ma oltre la metà del prezzo è dovuta alle tasse

Pesano per oltre la metà del prezzo al litro e sono tra le più alte d'Europa. In Italia Iva e accise sono le vere protagoniste quando si va a fare il pieno all'automobile. Difficile non notare, del resto, come i prezzi italiani siano tra i più elevati: maggiori di quelli di Francia, Germania e Spagna. Secondo un report della Commissione europea del 2 gennaio, in Italia il gasolio costa circa 13 centesimi al litro di più rispetto alla media europea e intorno ai 16 centesimi in più per la verde. Una risposta a questa discrepanza si trova proprio nella zavorra del fisco: per la benzina le tasse (accise + Iva) pesano per il 58,2% del prezzo al litro e per il diesel al 51,1% (in entrambi casi oltre la metà). L'Italia ha peraltro il poco invidiabile primato di diesel più tassato d'Europa, almeno secondo le stime di Assoutenti. E anche sul fronte benzina siamo nelle primissime posizioni.

Scendendo più nel dettaglio, tenendo a riferimento gli ultimi prezzi del ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica, su un prezzo della benzina di 1,812 euro al litro, il carico fiscale pesa per 1,055 euro (0,728 di accise e 0,327 di Iva). Il resto è la cosiddetta «parte industriale», che si divide tra il prezzo della materia prima e il margine lordo, ossia quanto guadagnano distributori, intermediari e venditori. La materia prima (che pesa per circa il 30% del prezzo) è soggetta all'andamento del mercato e in particolare alle quotazioni del Brent, ossia il greggio del Mare del Nord utilizzato come riferimento soprattutto sul mercato europeo. Sul fronte diesel, sempre facendo riferimento ai dati del ministero, il carico fiscale è di 0,954 euro (0,617 di accise e 0,337 di Iva) rispetto a un prezzo totale di 1,86 euro.

Intanto sul caro carburanti è sceso in campo anche l'Antitrust, che ieri ha chiesto collaborazione alla Guardia di Finanza al fine di acquisire documentazione inerente alle violazioni accertate. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato andrà, quindi, ad analizzare se ci siano state o meno pratiche commerciali scorrette. E proprio il comandante della Gdf, Giuseppe Zafarana, è stato ricevuto a Palazzo Chigi dalla premier Giorgia Meloni e del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Il vertice è durato un'ora e mezza e si è discusso di come agire su eventuali irregolarità. Tasto dolente, dopo i controlli effettuati dalle fiamme gialle nel 2022 che hanno fatto emergere 2.809 sanzioni per violazioni della disciplina dei prezzi.

Intanto, il monitoraggio del ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica ha rilevato tra il primo e l'8 gennaio che la benzina in modalità self service è salita da 1,644 euro a 1,812 euro al litro, con un aumento di 16,8 centesimi. Il gasolio è invece passato da 1.708 euro a 1.868 euro al litro, con un rialzo dei 16 centesimi. Aumenti che sono risultati inferiori al taglio delle accise di 18,3 centesimi. Il ministro Gilberto Pichetto Fratin, ha detto che dovremmo andare incontro a un periodo di «stabilizzazione dei prezzi» e che «non si tratta di puntare il dito e dire che sono tutti speculatori, si tratta di monitorare». E la sensazione che su alcune situazioni ci sia bisogno di un controllo è forte: sull'isola del Giglio il sindaco, Sergio Ortelli, segnala il «gasolio a quasi 2,42 euro al litro e benzina di poco sotto ai 2,38 euro, un sovrappiù di circa 60 centesimi rispetto alla terraferma».

Il Codacons, invece, ha elaborato una mappa dei prezzi sulla rete autostradale: al servito, sulla Bologna-Taranto (A14) a Castel San Pietro Terme è a 2,531 euro con la benzina a 2,444. Molti distributori sono poco sotto quota 2,5 (a 2.499) come sull'A21, Piacenza-Brescia o a Taranto. Sull'A22 (Brennero) il prezzo è a 2,299 al litro.

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