Le case del Comune di Roma in mano ai Casamonica

Secondo il neoassessore Stefano Esposito i Casamonica sarebbero affittuari di vari immobili comunali grazie a dei prestanome

Le case del Comune di Roma in mano ai Casamonica

Il sospetto l'aveva lasciato trapelare ieri il neoassessore ai Trasporti di Roma, il senatore dem Stefano Esposito. Ora, dalle pagine del Corriere della Sera, i timori per l'arrivo di una conferma aumentano: i Casamonica sarebbero affittuari di alcuni immobili di proprietà del Comune di Roma.

Si trattarebbe di piccoli appartamenti situati lontano dal loro quartier generale, la Romanina, e intestati a qualche loro prestanome, amico o parente. Anche se se ne parla solo per via del calamore mediatico nato dopo il funerale del boss Vittorio Casamonica e grazie allo scoppio dell'inchiesta di Mafia Capitale, il fatto non sarebbe recente ma risalirebbe a "lustri" fa. "Il timore - scrive il Corriere - che circola in Comune è che i casi di appartamenti dati al clan siano, sussurra chi lavora negli uffici, "trenta-quaranta, ma stiamo parlando di un numero arrotondato per difetto' ". Una notizia che, se confermata, renderebbe più difficile al governo Renzi assumersi la responsabilità di non sciogliere il Comune per le infiltrazioni prodotte da Mafia Capitale. Le zone interessate sarebbero i quartieri Spinaceto, Pigneto, Casilina e Tuscolana, il quartiere della parrocchia di Don Bosco dove si sono svolti i funerali "incriminati".

L'assessore Esposito ne ha già parlato sia con il vicesindaco, il parlamentare Marco Causi, sia con il magistrato e assessore alla Legalità, Alfonso Sabella e sono già partiti i controlli sul patrimonio immobiliare di Roma. "Non mi stupirei se trovassi qualcuno dei Casamonica in case da sessanta metri quadrati e con la Ferrari in garage", afferma Esposito che, oltre a essere senatore e assessore, è anche il commissario del Pd di Ostia che ha fatto dimettere il presidente Andrea Tassone coinvolto nel secondo filone di Mafia Capitale. "Non possiamo rimanere nel limbo dell’incertezza — racconta Esposito — perché se c’è una cosa che ho capito con l’esperienza di Ostia è che niente è come appare" ed è per questo che la Guardia di finanza indagherà anche su possibili casi di abusivismo edilizio, partendo dagli elenchi delle case assegnate dal Campidoglio. Già nel 2010, sulla Romanina un'area di 4000 metri quadri venne sequestrata per il mancato rispetto dei vincoli archeologici e paesaggistici. Ora, invece, il patrimonio immobiliare di Roma è soggetto a varie verifiche "di sistema" che hanno portato alla luce centinaia di casi di finti nullatenenti che vivano con un affitto a prezzi stracciati in zone residenziali della città. L'ultimo caso è un avvocato con casa in zona San Saba e un reddito da 150mila euro.

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