Leggi il settimanale

Cauzione, autopsie negate e controlli trascurati: tutte le lacune della Procura

Al di là del differente sistema giuridico, ecco gli errori delle toghe rossocrociate

Cauzione, autopsie negate e controlli trascurati: tutte le lacune della Procura
00:00 00:00

"Non si può capire cosa sta accadendo intorno alla tragedia di Crans Montana se non partiamo da una certezza: la magistratura svizzera sarà brava a occuparsi di finanza ma davanti a un crimine simile è del tutto inadeguata. Abbiamo assistito a scelte che in Italia sarebbero state impensabili". Non ha mezzi termini Vinicio Nardo, l'avvocato dei familiari di Chiara Costanzo, morta nel rogo del Le Constellation, nel raccontare l'incredulità dei difensori delle vittime italiane davanti alla gestione del caso da parte della magistratura elvetica. Una gestione di cui la libertà su cauzione concessa ai coniugi Moretti è solo l'ultimo capitolo, e - dal punto di vista legale - forse nemmeno il più grave.

Fin dall'inizio, fin dalle prime ore dopo il rogo del bar-discoteca, si sono inanellati una serie di decisioni della Procura cantonale che per i familiari delle vittime rischiano di condizionare pesantemente l'esito delle indagini. Differenze rilevanti tra la procedura penale italiana e il codice elvetico sono saltate agli occhi ripetutamente: come la possibilità della libertà su cauzione, che in Italia non esiste, e - dettaglio ancora più sorprendente - lo svolgimento delle indagini a porte aperte, con i difensori degli imputati autorizzati a assistere agli interrogatori, in modo da poter prepararsi a organizzare la linea difensiva.

Ma ancora più sconcertante per i legali italiani è stata la gestione dell'inchiesta da parte della Procura, con la decisione di non arrestare immediatamente Jacques e Jessica Moretti, lasciandoli liberi di organizzare le proprie mosse, e di arrestarli solo nove giorni dopo: contestando loro solo il rischio di fuga e non di inquinamento probatorio. A quel punto per i legali della coppia è stato facile mettere sul piatto l'offerta di cauzione. Il via libera immediato dalla procuratrice cantonale Beatrice Pillaud ha lasciato perplessi gli avvocati delle vittime italiane più per l'esiguità della cifra che per la mossa in sé. L'incredulità maggiore, per chi è abituato alle prassi della giustizia italiana, l'ha destata la scelta di non procedere alle autopsie. "Dire che le famiglie premevano per i funerali - dice l'avvocato Nardo - non ha senso.

Davanti alle esigenze di capire esattamente l'accaduto, le famiglie avrebbero atteso. Individuare le cause e le modalità precise della morte di ciascuna vittima è indispensabile per individuare le responsabilità, e anche per quantificare i risarcimenti. Di ogni ragazzo serve capire se ha avuto una morte quasi immediata o se ha sofferto le pene dell'inferno". Il tema dei risarcimenti apre una ulteriore, vistosa differenza tra le norme italiane e quelle (spesso diverse tra loro) dei cantoni elvetici. Gli indennizzi per le nostre leggi sono ancorati a tabelle precise, stabilite in base a una serie di coefficienti, elaborate originariamente dal tribunale di Milano e poi fatte proprie dagli altri, e che raggiungono cifre rilevanti. Il tariffario elvetico è assai più modesto, al punto che solo un intervento straordinario del governo con lo stanziamento di un fondo ad hoc permetterà di raggiungere una somma dignitosa.

Ma il vero buco nero dell'inchiesta, dal punto di vista degli avvocati italiani, è stata la scelta di circoscrivere finora l'indagine ai soli coniugi Moretti, nonostante fin dal primo giorno il sindaco di Crans Montana Nicolas Feraud avesse ammesso l'assenza di controlli.

Non è una omissione da poco: le famiglie delle vittime temono che i risultati degli accertamenti incorso in questi giorni non possano poi valere a carico di eventuali nuovi indagati, non essendo stati invitati a parteciparvi.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica