"Quello che leggi è scritto nel mio cuore"

Pubblichiamo alcune delle molte mail giunte in redazione. Continuate a scrivere a letteredamore@ilgiornale.it

"Quello che leggi è scritto nel mio cuore"

Ciao Ale, scrivo questa lettera a tua insaputa, per dar uno sfogo al bene che ti voglio e che non sempre posso dirti, per non caricar di peso la nostra relazione. Ho più anni di te e ancora non so cosa sia ancora l'amore, forse star bene insieme con qualcuno, forse il desiderare di stare sempre più insieme o semplicemente desiderare il sorriso dell'altro prima del proprio. La nostra relazione ha tanti problemi, la tua vita, la nostra età, il nostro sesso, la società e il mondo che ci additano come diversi, ma non ho visto relazione senza problemi. Abbiamo il sorriso nel cuore entrambi e questo ci aiuterà a superare insieme se vorremo ogni problema. Ci siamo già creati qualcosa, ci siamo creati anche una grande famiglia di amici imperniata proprio sul nostro rapporto. Vorrei chiederti amore eterno e giurarti amore per tutta la vita, ma quello lo lasciamo ai film, vorrei soltanto viver ogni giorno felice di averti conosciuto e con la voglia di rivederti ancora... Non leggerai forse mai questa lettera, ma forse leggerai queste parole scritte sul mio cuore quando mi guarderai. Ale, grazie di esistere.
Max

Spietata. Solo così ti posso definire. Stavo cercando di recuperare un rapporto con te, con fatica: ma dopo quella maledetta lettera anonima a tuo marito, tu hai schiacciato rabbiosamente le mie mani, con cui provavo a risalire verso te; mi hai fatto ricadere nell'abisso di disperazione, solitudine e buio. E non ce la faccio più a risalire, stavolta. Ho perso. Ti ho persa. Non una parola, una spiegazione, nulla: mi hai eliminato dalla tua vita in modo silenzioso e crudele, cancellandomi per sempre. Stavolta non posso cercarti come ho fatto in questi mesi: non potrei più sopportare il tuo feroce silenzio. Io sono già morto, lo sento. Non cerco altre, che me ne farei? Tu sola mi hai rivelato Felicità, Bellezza, Bene. Non leggerai neppure questa lettera: anzi, se la leggessi te ne faresti beffa... E tu Dio, anche tu silenzioso e lontano, perché tanto dolore?
P.F.

Amor mio, Per tutti questi anni ho creduto che tra di noi fossero sufficienti quei lunghi silenzi colmi di timidi, ma a volte anche complici, sguardi però, improvvisamente, mi sono reso conto che non sarebbero bastati. Tu sai che le mie frasi sono brevi, costrette in spazi limitati ma io ora voglio finalmente lasciar libere tutte quelle parole che premono per scaturire dagli estremi recessi del mio cuore e allora, per la prima volta, ho deciso di non parlare, ma di prendere una penna e deporre sulla carta i miei sentimenti. Sono sicuramente d'altri tempi e scrivo come un animale ma perdonami se preferisco che sia la mia personale contorta calligrafia a trasmetterti questo messaggio d'amore. Ci conosciamo da così tanto tempo che lo scrivere quanto, sembrerebbe perfino incredibile a noi stessi. È vero che qualche volta, rarissima a essere sinceri, non abbiamo condiviso le stesse opinioni, ma il mettersi d'accordo non è mai stato difficile. Il raggio di sole che avrebbe dissipato le nubi dell'incomprensione, riportando il sereno tra di noi, era sempre disponibile. Son sicuro che già conosci i miei sentimenti appassionati, ma probabilmente ancora non ne conosci la loro profondità. Non so se troverò le parole giuste per esprimermi, ma son certo che il mio amore per te mi verrà in aiuto, riempiendo col suo dolce inchiostro questa mia penna. A presto mio unico amore, veramente tuo, spero per almeno altri ottanta anni.
Mickey Mouse

Carissima, ieri mi è accaduto un paio di volte; oggi, non è ancora mezzogiorno, è già m'è venuto lo stesso; chissà fino a stasera quante volte ancora mi verrà il pensiero di chiedermi se troverò mai il coraggio di appartenerti davvero così come sempre più spesso mi chiedi e da sola ti rispondi di sì. Forse fiduciosa più di quanto sia realistico credere. Mi dà disagio, rifiuto l'idea di non essere libero di sceglierti o non sceglierti, ogni giorno; la mia libertà è una protesi fissa per pensare, respirare, muovermi a casaccio o seguendo un piano, per non renderti conto, non condividere con nessuno, nemmeno con te, quel piccolo spazio nel mio giardino segreto dove mi rifugio, nascondo le mie debolezze, mentire persino a me stesso ma senza renderti conto, senza senso di colpa, dover affrontare giudizi. Vorrei sapere come fare a meno di te; mi riprometto ogni giorno di trovare il coraggio di dichiararti il mio amore primario per me stesso. Detesto amarti così tanto come doverti dipendere.
Michele L.

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