Pamela non riposa in pace. Il corpo di Pamela Genini, la 29enne uccisa dall'ex compagno nella sua casa di Milano lo scorso 14 ottobre, è stato profanato. Il cadavere della giovane donna è stato decapitato e la testa è stata trafugata. Sulla profanazione la Procura di Bergamo, guidata da Maurizio Romanelli, ha aperto un'inchiesta.
Il trafugamento è avvenuto lunedì scorso nel cimitero di Strozza, in provincia di Bergamo. Il fatto, anticipato ieri in tv da Dentro la notizia, viene confermato da fonti della Procura. I resti della vittima di femminicidio sono stati ora messi sotto sequestro dalla Procura. La scoperta è stata fatta proprio lunedì, quando il feretro è stato trovato danneggiato dagli operai del cimitero della Bergamasca. Il loculo in cui Pamela Genini si trovava dal giorno del funerale celebrato quattro mesi fa è stato aperto, per trasferirla come previsto nella cappella di famiglia. Lì gli operatori hanno notato che la bara aveva le viti saltate e che c'era molto silicone sui bordi. Hanno quindi aperto la cassa e trovato la salma senza la testa, che non è stata ritrovata. Gli inquirenti sono al lavoro per identificare i responsabili del gesto e per chiarire il movente. La Procura di Bergamo ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per il vilipendio del cadavere con il furto della testa, reato previsto dall'articolo 411 del codice penale, che stabilisce per i responsabili una pena da due a sette anni, aumentata se il fatto è commesso all'interno di un cimitero.
Pamela Genini venne uccisa nella sua casa di via Iglesias, nel quartiere milanese di Gorla, dall'ex compagno Gianluca Soncin, quel giorno partito appositamente da Cervia dove viveva. Il 52enne è stato poi arrestato e si trova in carcere. L'inchiesta, coordinata dal pm Alessia Menegazzo e dall'aggiunto Letizia Mannella, è vicina alla chiusura in vista della richiesta di processo.
La giovane è stata colpita con 24 coltellate sul terrazzino del proprio appartamento. Quel pomeriggio aveva chiuso "definitivamente" la relazione con Soncin, biellese di origine, in passato arrestato per una truffa attraverso la compravendita di auto di lusso e con precedenti per aggressione. Una relazione cominciata nel marzo del 2024, in cui l'uomo ben presto aveva mostrato di essere violento e possessivo. Dalle testimonianze raccolte e dagli accertamenti con l'analisi delle chat dei telefoni era emerso un rapporto tossico fatto di abusi e prevaricazioni, andato avanti per oltre un anno e mezzo. La 29enne lo aveva poi troncato, ma l'uomo aveva continuato a minacciarla e a ripeterle che lei era "cosa sua".
Dopo l'omicidio Soncin, che ha anche inscenato un tentativo di suicidio, era stato fermato.
È accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà, dai futili motivi e dal vincolo della relazione affettiva, oltre che di stalking. Il 52enne era entrato nella casa della ex dopo che nei giorni precedenti aveva fatto di nascosto una copia della chiavi e le aveva così teso un agguato.