Ci mancava pure lo "sconto Zan"

Non c'è proprio niente da fare. Rassegniamoci. Il colore che tira per la prossima collezione primavera-estate è indubbiamente l'arcobaleno.

Non c'è proprio niente da fare. Rassegniamoci. Il colore che tira per la prossima collezione primavera-estate è indubbiamente l'arcobaleno. Accrocchio un po' contronatura almeno nella tavolozza cromatica (finché ce lo lasceranno ancora dire con un pizzico d'ironia), rispetto ai più classici total white o a quel bel rosso Valentino che ha accompagnato ben altre stagioni. Della moda e soprattutto della politica. Oggi, invece, l'ondata del pensiero politicamente corretto che si sta subdolamente espandendo come un virus per trasformarsi rapidamente in pensiero unico, sembra travolgere qualunque possibilità di dissentire. Quasi che il «famolo strano» non sia più il giustificare qualsiasi possibile combinazione di sessi e soprattutto di generi più o meno percepiti, ma considerare naturale la semplice unione tra un uomo e una donna. Ovviamente senza nulla togliere a chi volesse comportarsi diversamente. E così a Milano sono arrivati, ma si può immaginare che sia solo un inizio, anche lo sconto arcobaleno a teatro e la panchina variopinta al parco. Biglietto ridotto, dunque, in platea per chiunque si dimostri un sostenitore della «Legge Zan», dipingendosi sulla mano un messaggio che inviti il Parlamento ad approvarla. Una proposta pensata e realizzata da Mtm, le Manifatture Teatrali Milanesi che gestiscono il teatro Litta di corso Magenta e il Leonardo di via Ampère. «Presentatevi in cassa con scritto sul palmo della mano ddl Zan e vi riserveremo un ingresso a 10 euro» assicura la presidente Gaia Calimani per sponsorizzare la cosiddetta legge contro l'omofobia attualmente in discussione in Parlamento dopo che, alla faccia delle misure per contrastare la pandemia, sabato scorso sempre a Milano qualche migliaia di attivisti erano scesi in piazza all'Arco della Pace. Idea, lo sconto a teatro, ovviamente legittima, ma che ha provocato la reazione di Fratelli d'Italia pronti a segnalare l'incongruenza di un'iniziativa contro la discriminazione che di fatto discrimina chi la pensi in modo diverso. E magari rinuncerà al teatro per fare un giro al parco Solari, recentemente dedicato a don Giussani, dove però dovrà accomodarsi su una panchina. Che però da domenica, per decisione del Municipio 6, sarà dipinta.

Ovviamente d'arcobaleno, per difendere i diritti Lgbtquia+, ovvero delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuali. E allora, forse, l'unica cosa è tornarsene a casa a riflettere su un mondo che cambia.

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