"In Italia non c'è alcun pericolo" assicura il ministro alla Salute Orazio Schillaci. Ma non si trascura nulla perché uno dei quattro passeggeri (ora in isolamento) potrebbe aver contagiato qualche altra persona nel suo tragitto dalla nave Hondius agli aeroporti e dagli aeroporti fino a casa. Il Paese si potrà dichiarare del tutto "fuori pericolo" solo a giugno e quindi nel frattempo è necessario sapere con chiarezza cosa fare nel caso di pazienti positivi. Il ministero ha diffuso una circolare alle regioni "nel rispetto della massima sicurezza".
Abbiamo a che fare con un virus, specifica Schillaci, "che ha bassa contagiosità e quindi siamo tranquilli. Siamo pronti ma vogliamo tranquillizzare tutti".
La circolare, inviata a Ministeri, Asl, Regioni, Protezione civile, Enac e associazioni di medici, ufficializza la quarantena a sei settimane per i contatti stretti ad alto rischio, mascherine sui mezzi per i sintomatici e sorveglianza attiva per i casi sospetti. E allerta le compagnie di volo perchè segnalino immediatamente i casi sospetti a bordo a al chek-in. I test verranno effettuati solo a chi ha sintomi.
È stata anche istituita la Rete anti virus "per identificare minacce pandemiche e valutare l'impatto di un virus emergente tramite studi ad hoc sulla popolazione italiana e sui servizi sanitari: include esperti della Direzione generale delle emergenze sanitarie e della programmazione sanitaria del Ministero della salute, dell'Iss, dell'Inmi Spallanzani, delle Regioni e può avvalersi della collaborazione di esperti in modelli matematici". Gli esperti hanno concordato sulla valutazione del rischio Ecdc: molto basso. "Hanno comunque evidenziato - si legge nella circolare - che non è completamente trascurabile il rischio di trasmissione interumana alla luce dell'eterogeneità delle misure di sanità pubblica che saranno adottate dagli Stati di origine dei passeggeri della nave Hondius che saranno rimpatriati a seguito dello sbarco alle Canarie". In conclusione, specifica il Ministero, "si ritiene opportuno mantenere un approccio di massima cautela e rafforzare le attività di sorveglianza sanitaria, con particolare attenzione all'identificazione precoce di eventuali casi sospetti". Infine qualche informazione sui sintomi: "I casi appartenenti al focolaio hanno mostrato una sintomatologia iniziale spesso aspecifica, con cefalea e lievi disturbi gastrointestinali, in particolare diarrea, talvolta associati a febbre e sintomi respiratori iniziali.
Nelle prime 2448 ore si è osservato un rapido peggioramento del quadro clinico, con comparsa di astenia, vertigini, tachipnea e riduzione della diuresi, segni suggestivi di coinvolgimento sistemico e iniziale compromissione multiorgano".