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Commissione sulle fake news. L'idea Renzi per presiederla

Vicino l'accordo tra maggioranza e centristi con il leader Iv che plaude: "Battaglia coraggiosa del Giornale, ora la politica faccia la sua parte"

Commissione sulle fake news. L'idea Renzi per presiederla
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Il centrodestra accelera per la commissione parlamentare d'inchiesta anti-fake news. L'idea è di chiudere la partita prima del referendum sulla giustizia di marzo. Al momento sono due le ipotesi sul tavolo: una bicamerale o una monocamerale al Senato. Operazione che non incontrerebbe ostacoli nella presidenza del Senato. Le trattative tra il centrodestra e le opposizioni sono già a buon punto. L'idea, che avrebbe trovato ampie adesioni tra le forze politiche, sarebbe quella di affidare la presidenza a Italia Viva. Per una ragione di correttezza istituzionale: il partito di Matteo Renzi è l'unico a non aver avuto alcuna presidenza di commissione. Il centrodestra ha dato il placet. E tra i partiti di sinistra non si registrano resistenze. Si è già arrivati allo snodo successivo. Chi guiderà la commissione anti-fake news? Dal fronte di Italia Viva i nomi sul tavolo sono due: la capogruppo al Senato Raffaella Paita e il senatore Ivan Scalfarotto. Per quanto riguarda la Paita, l'opzione troverebbe il via libera da parte del centrodestra. Profilo apprezzato dai partiti di governo. Però al momento non appare molto percorribile. Paita sta guidando bene il gruppo. E difficilmente Renzi intende rinunciarvi. Resta sul tavolo l'ipotesi Scalfarotto che però non piace al centrodestra. Ecco che nel giro di telefonate e sondaggi prende corpo un'idea suggestiva: Matteo Renzi alla presidenza della commissione anti-fake news. Un incarico che l'ex rottamatore non rifiuterebbe, avendo fatto, per esperienza personale, della lotta alle notizie false un pilastro della sua battaglia politica. Renzi potrebbe essere il nome in grado di superare lo stallo in casa Italia Viva. E avrebbe l'ok del centrodestra. Tra gli alleati non dovrebbero esserci ostacoli. M5s permettendo. Sono settimane decisive per chiudere il cerchio. Nella passata legislatura la commissione ha avuto una durata di attività di 18 mesi. Una deadline che dovrebbe ripetersi. Si discute anche dei compiti da assegnare alla futura commissione. C'è un nodo che va sciolto e che costituisce in queste ore tema di confronto tra i partiti. Il centrodestra vorrebbe inserire tra le attività anche la verifica del caso Report-Bellavia.

Lo scoop del Giornale sull'archivio del commercialista e consulente della Procura (e di Report) Gian Gaetano Bellavia con la schedatura di personaggi famosi e politici ha acceso il dibattito politico. Al Giornale Matteo Renzi commenta: "Il Giornale ha combattuto una battaglia coraggiosa sui dossieraggi, è giusto che adesso la politica faccia la sua parte. Vedremo se con una commissione ad hoc o una sottocommissione in antimafia ma il Parlamento deve affrontare la questione". La destra spinge per una commissione d'inchiesta. Per appurare soprattutto i legami tra Bellavia e le inchieste giornalistiche di Report. Le ipotesi sono due. La prima è quella di ricomprendere tra i compiti della futura commissione contro le fake news anche quella di approfondire il caso Bellavia. E Renzi non si opporrebbe. Avendo il leader di Italia Viva appoggiato e apprezzato l'inchiesta del Giornale.

L'altra ipotesi sul campo è quella di affidare alla commissione Antimafia il compito di esaminare i dossier di Bellavia. Ma serve il via libera della presidente Chiara Colosimo.

Strada più rapida, in questo caso. Maurizio Gasparri (Fi) avvisa: "Porteremo la vicenda Bellavia nella commissione Antimafia nei prossimi giorni così come nel frattempo ho fatto una denuncia presso la Procura della Repubblica di Milano".

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