Un problema al sistema informatico avrebbe causato il buco nei controlli del Constellation da parte del Comune, che non ne aveva più fatti dal 2019 in poi. Un elemento tutto da verificare, quello fornito ieri ai pm svizzeri dal responsabile della sicurezza del Comune di Crans Montana, Christophe Balet, interrogato per ore dai pm di Sion.
Nominato nel 2024, Balet avrebbe riferito di presunte criticità legate al cambio del software in uso all'amministrazione, che avrebbero ritardato anche l'aggiornamento dei file sulle ispezioni. La Procura però non aveva effettuato alcuna perquisizione né sequestro al Comune nell'immediatezza della tragedia di Capodanno. Si era limitata a chiedere di depositare la documentazione relativa al locale. Ma non erano stati acquisiti i pc dei funzionari, né elementi sui software in uso, e nemmeno i telefoni. Quello dello stesso Balet è stato sequestrato solo ieri nel corso dell'interrogatorio, cioè un mese e 6 giorni dopo il rogo che ha causato 41 morti. Balet avrebbe dichiarato anche di non essere in possesso del brevetto di prevenzione antincendio, per il mancato superamento dell'esame del corso di formazione, ma di avere le certificazioni in materia di salute e sicurezza, necessarie per l'incarico da responsabile comunale.
Ad ascoltare la sua versione c'era anche il titolare del Constellation, Jacques Moretti, che, come prevede la legge svizzera, in qualità di indagato ha diritto ad assistere agli interrogatori. "Siamo devastati, penso ogni istante alle vittime, in ogni istante penso alle famiglie", ha detto ai cronisti entrando al campus universitario, dove si sono spostate le audizioni per i tanti legali delle parti civili che vi partecipano. Sua moglie, Jessica Moretti, aveva assistito il giorno prima alle dichiarazioni rese da Jean Marc Gabrielli, quello che Jacques considera un figlioccio. Che ha sostanzialmente confermato la versione della coppia. I pm vogliono verificare se lui, come riferito da alcuni testimoni, si trovasse quella notte all'ingresso del locale per controllare i documenti dei ragazzi che volevano entrare.
Lunedì verrà interrogato anche l'altro funzionario, Ken Jacquemoud, che era il capo della sicurezza all'epoca delle ultime ispezioni al Constellation, nel 2018 e nel 2019. Ma l'intera inchiesta continua a venire messa in discussione dalle parti civili. Garen Ucari, legale di un padre che ha perso il figlio nell'incendio, ieri ha chiesto al tribunale la ricusazione dei quattro procuratori che conducono l'inchiesta. "L'esame del fascicolo presentato rivela un numero senza precedenti di gravi carenze ed errori, incompatibili con le esigenze di un giusto processo", che mettono "oggettivamente in dubbio la capacità e la volontà dei magistrati coinvolti di svolgere le proprie funzioni". Alla richiesta già fatta nelle scorse settimane da altri legali che premevano per affidare l'indagine a un procuratore straordinario, aveva già risposto piccata la procuratrice generale di Sion, Beatrice Pilloud. Non c'è alcun motivo, aveva detto, per passare ad altri il caso.
Ieri il presidente
della Confederazione svizzera Guy Parmelin, a Milano per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi, è stato al Niguarda per incontrare gli otto feriti italiani ancora ricoverati in terapia intensiva e nel centro ustioni.