Congresso delle famiglie, Zaia: "A Verona non c'è spazio per l'omofobia"

Il governatore leghista della regione, sul meeting, ha detto: "I temi trattati al congresso, sulla carta, non mi sembrano ultraconservatori o 'medievali'. Se così dovesse essere sarò io a fare piazza pulita". E sulla donne ha aggiunto: "La Legge 194 non si tocca. Per me è dogma che la donna sia l'unica protagonista della sua vita"

Congresso delle famiglie, Zaia: "A Verona non c'è spazio per l'omofobia"

Andrà al Congresso mondiale delle famiglie, che si apre oggi, a Verona. Ma è stato chiaro: "Dicono che sarà una manifestazione contro i gay? Vorrà dire che sarò io a portare il pensiero che se in questa discussione c'è una patologia è l'omofobia, non l'omosessualità". A parlare è il governatore della Lega della regione Veneto, che ospiterà l'evento, Luca Zaia. Che, intervistato dal Corriere della Sera, del meeting ha detto: "A noi è stato richiesto il patrocinio di un evento internazionale che si svolge da anni. Sulla carta, i temi sono la centralità della famiglia nella società, la promozione della natalità, il rispetto della donna. Sulle carte che ci hanno inviato c'è scritto questo. E io di processi alle intezioni non ne faccio e non ne accetto. Poi, non sono neanche l'avvocato difensore di nessuno: ciascuno è responsabile e risponde di quello che dice".

"Non amo gli 'ismi' che diventano estremismi"

Sulle polemiche sorte attorno alla manifestazione, Zaia ha dichiarato di non amare gli "ismi": "Non il fondamentalismo cattolico, non il liberismo senza equilibrio. Penso che il Gay Pride non sia utile per affrontare un tema serio come la lotto all'omofobia, non penso che il tema della famiglia sia prerogativa soltanto di chi si sente in odore di santità. Lo dice uno che ha alzato a 50 anni il tetto per la fecondazione assistita, incassando anche disapprovazione nel mondo cattolico. Penso che gli 'ismi' rischiano di diventare estremismi". E aggiunto: "Il Veneto, fino a quando ci sarò io, accetterà sempre le idee di tutti".

"Per ora, al congresso, nulla di medievale"

E su chi ha definito "medievali" le posizioni del congresso, il governatore ha commentato: "Parlare di questi temi non mi pare sia medioevo. Si può condividere o meno certe posizioni, ma per me, medioevo è lapidazione delle adultere, segregazione della donna, negazione del diritto allo studio e al voto, la negazione di ogni segno evidente di femminilità come l'obbligo del burqa...Se c'è un medioevo contro cui protestare è questo".

"La Legge 194? Non va toccata"

Ma Zaia ha voluto specificare che se al congresso dovessero emergere "posizioni ultraconservatrici e medievali" lui sarebbe il primo a intervenire, "a fare piazza pulita": "Credo che, dopo le polemiche, il congresso abbia il dovere di essere ancora più chiaro". In particolare, aggiugne il governatore "sull'omofobia, sul ruolo sociale della donna e anche sulla Legge 194": "In Italia c'è una legge e non va toccata. Quando non c'era, non è che ci voleva abortire non lo facesse. E non è a causa della legge che chi non vuole debba abortire per forza. È una questione delicatissima che riguarda molto più le coscienze che non la legge. Semmai si può dire che è disattesa la parte sui servizi da offrire alle donne che intendono fare questa scelta: assistenza, consulenza e rappresentazione delle possibilità esistenti". E ha concluso: "Il che non vuole affatto dire terrorismo nei confronti della donna che si presenta per l'interruzione della gravidanza, ma consapevolezza dello spettro ampio di scelta. Ma per me resta dogma che la donna debba essere l'unica protagonista della sua vita".

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