Consumi a picco, risale l'inflazione: autonomi colpiti Il 20% salta le ferie

Censis-Confcommercio: "In un anno persi 1.831 euro di acquisti pro capite". Sangalli: "Servono ristori adeguati per ripartire". Ad aprile prezzi su dell'1,1%. Giovedì 40 miliardi sul dl Sostegni bis

Consumi a picco, risale l'inflazione: autonomi colpiti Il 20% salta le ferie

Crollo dei consumi, aumento del risparmio e inflazione che torna a crescere. Questa è la fotografia dell'Italia che vive la profonda incertezza causata dalla pandemia scattata dal rapporto Confcommercio-Censis e dall'Istat sull'impatto della pandemia. I lavoratori autonomi sono i più colpiti dagli effetti economici del Covid-19 e la concentrazione delle perdite su questa categoria rallenta la ripresa. Per la prossima estate il 20% delle famiglie ha già deciso che non andrà in vacanza, più per mancanza di risorse economiche che per la paura dei contagi e quasi la metà (47,4%) non ha programmato viaggi a causa del timore di un prossimo peggioramento del proprio tenore di vita. «L'incertezza sul futuro prossimo non riguarda solo la condizione sanitaria quanto, piuttosto, le prospettive di reddito e occupazione anche perché per molti aleggia lo spettro del licenziamento e di una ulteriore riduzione di reddito», sottolinea l'associazione guidata da Carlo Sangalli.

La sintesi macroeconomica della ricerca, secondo l'Ufficio studi di Confcommercio, fornisce innanzitutto due evidenze: la perdita di reddito, che aggrava la depressione in atto da anni per i problemi di produttività del nostro Paese, e il crollo dei consumi che, solo nel 2020, ha raggiunto i 1.831 euro pro-capite a causa proprio della perdita di reddito, dell'aumento dell'incertezza e, soprattutto, dell'oggettiva assenza di opportunità di consumo per chiusure e restrizioni varie. Un mix di concause che, di fatto, ha fatto crescere in misura inconsueta il risparmio precauzionale: +82 miliardi di euro nella media del 2020, di cui 66 miliardi detenuti in forma liquida, creando così una sorta di «molla» compressa per la ripresa, pronta a scattare quando le restrizioni alla mobilità, ai consumi e alla socialità saranno completamente rimosse. Uno scenario dal quale dipende fortemente la valutazione prospettica del quadro tendenziale. Il 2021 potrebbe essere un anno di ripresa, ma difficilmente consentirà di recuperare le perdite del 2020. L'aumento del reddito disponibile, infatti, dovrebbe generare un aumento dei consumi di 638 euro pro capite, un valore inferiore di circa 1.200 rispetto ai livelli già problematici del 2019. «La pandemia si sta attenuando e ci sono le condizioni per ripartire in sicurezza. Le imprese hanno bisogno di più normalità e certezze per poter pianificare le loro attività», ha commentato il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli aggiungendo che «servono sostegni più robusti che devono ancora arrivare» e «occorre accelerare per recuperare le perdite e rafforzare una crescita economica ancora troppo debole».

L'inflazione continua a preoccupare: ad aprile l'indice dei prezzi al consumo ha registrato un aumento dello 0,4% su base mensile e dell'1,1% su base annua (da +0,8% di marzo). L'Istat, confermando la stima preliminare, ha sottolineato che l'accelerazione si deve essenzialmente ai prezzi dei beni energetici, la cui crescita passa da +0,4% di marzo a +9,8% in virtù del confronto con il periodo del primo lockdown che fece crollare le quotazioni.

Intanto, il governo ha posto la fiducia alla Camera sul primo decreto Sostegni. La votazione finale è prevista giovedì, un giorno prima della scadenza del dl. Per quanto riguarda il Sostegni bis, che si chiamerà dl imprese, il Consiglio dei ministri dovrebbe essere convocato domani, anche se non si esclude ancora uno slittamento. La riunione comunque, assicurano fonti che stanno lavorando al provvedimento da 40 miliardi di euro, si terrà entro questa settimana.

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