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Conte si smarca e telefona a Giorgia. "M5s offre collaborazione su Crans"

Il leader grillino anticipa la Schlein e la spiazza. Così guadagna punti per la guida del campo largo

Conte si smarca e telefona a Giorgia. "M5s offre collaborazione su Crans"
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Con la mano destra attacca il governo sull'economia, con la sinistra offre collaborazione sulla strage di Crans-Montana. Per qualcuno Giuseppe Conte può essere un Giano Bifronte, ma nel M5s sottolineano come sia l'unico, dalle parti del campo largo, a tenere insieme un profilo istituzionale e i toni barricaderi dell'opposizione. D'altronde - come non mancano di sottolineare fonti parlamentari pentastellate - "Conte è stato a Palazzo Chigi e sa come si fronteggia un'emergenza, sa come funziona l'unità di crisi della Farnesina, quindi giustamente può criticare duramente il governo sul carovita e avere anche un approccio basato sull'istituzionalità". Il sottotesto, potrebbero osservare i maligni, è che a differenza di Elly Schlein il leader dei Cinque Stelle conosce la macchina dell'esecutivo. Perciò anticipa la segretaria del Pd e chiama la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, presente in Svizzera sul luogo del disastro. "Col passare delle ore le notizie e le immagini che ci arrivano da Crans-Montana ci restituiscono i contorni di una tragedia nazionale, che ci tocca tutti come genitori, a me come padre, visto che sono coinvolti dei giovanissimi", scrive sui social. Quindi informa di aver sentito, già nella mattinata di ieri, la presidente del Consiglio e il titolare della Farnesina. "Questa mattina ho chiamato la presidente Meloni per avere aggiornamenti e farle sapere che il M5s c'è per tutte le misure e gli interventi che servono per l'assistenza agli italiani coinvolti e alle loro famiglie. Le ho detto che dobbiamo premere perché le indagini per accertare le responsabilità procedano con massimo rigore e professionalità. Ho sentito anche il ministro degli Esteri Tajani che è in Svizzera e mi ha informato sullo stato dei soccorsi e sulla condizione dei feriti", annuncia Conte.

Schlein, e a seguire gli altri cespugli dell'opposizione, restano spiazzati. Conte, che è stato il premier dell'emergenza Covid, indossa di nuovo i panni dell'uomo delle Istituzioni, seppur lontano da Palazzo Chigi. La strategia ha due facce: essere il più duro nelle critiche ai provvedimenti economici del governo, senza dimenticare che, tra i papabili leader del campo largo, è l'unico a poter vantare un'esperienza alla guida del governo. Senso di responsabilità e comunicazione, così si smarca dal resto della sinistra. Soprattutto dal Pd di Schlein, una segretaria senza un pregresso a Palazzo Chigi e nemmeno in un ministero. "Auspichiamo che le operazioni di identificazione si completino al più presto e che ci sia massima collaborazione da parte delle autorità elvetiche con le autorità italiane. Ringraziamo tutto il personale dell'unità di crisi della Farnesina e della nostra task force consolare", tende la mano Conte.

Che però, solo poco più di un'ora prima, era andato all'attacco sull'economia.

"Il governo ha detto no a tutte le nostre proposte contro il carovita e ha fatto anche un pasticcio sul rinnovo dei bonus giovani e donne", la stoccata. E per il capogruppo M5s al Senato Stefano Patuanelli "la manovra è come una cartella esattoriale". Ma sull'emergenza Conte tende la mano al governo.

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