Conte: "Vedrei benissimo secondo mandato di Mattarella"

Quirinale, emergenza Covid-19 e Recovery Fund sono stati alcuni dei temi trattati dal premier Conte nella sua intervista rilasciata in occasione della festa del "Fatto Quotidiano"

Conte: "Vedrei benissimo secondo mandato di Mattarella"

Manca ancora un po’ di tempo al termine del mandato del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il cui settennato scadrà nel 2022 ma la politica è già in fermento per individuare il possibile successore. Ad oggi non si può escludere che il futuro capo dello Stato possa essere di nuovo Mattarella.

A ventilare l’ipotesi di un bis al Colle per l’attuale inquilino oggi è stato il premier Giuseppe Conte. "Credo che il presidente Mattarella stia interpretando il suo ruolo in un contesto difficile in modo impeccabile, con grande equilibrio e saggezza. Ne apprezzo sempre di più le qualità di una persona che fa molto bene al nostro Paese", ha dichiarato il presidente del Consiglio intervistato da Antonio Padellaro e Peter Gomez durante la festa de "Il Fatto Quotidiano". "Se ci fossero le condizioni per un secondo mandato, lo vedrei benissimo", ha aggiunto Conte che ha spiegato come Mattarella stia "interpretando il suo ruolo in modo impeccabile" riuscendo a dimostrare "grande saggezza e grande equilibrio".

Il tempo per una decisione sul prossimo presidene della Repubblica, come scritto, non manca. Giusto pensare al Quirinale e alla data del 2022 ma ora ci sono temi più urgenti, come il pericolo coronavirus e la crisi economica, che la politica deve affrontare. Sempre nella sua intervista rilasciata alla festa de "Il Fatto Quotidiano", il premier Conte si è detto soddisfatto del modo in cui l’emergenza sanitaria è stata gestita e ha spiegato, seppur non entrando in troppi particolari, le misure prese per affrontare l'autunno con più serenità. "Abbiamo un sistema di monitoraggio molto sofisticato con il quale siamo in condizione non solo di conoscere andamento della curva ma anche le criticità del sistema", ha affermato il presidente del Consiglio. Quest’ultimo, inoltre, ha garantito che "non saremo più nella condizione di predisporre un lockdown generalizzato nel peggior dei casi interverremo con misure restrittive in maniere circoscritte". Il premier, invece, sottolinea che la riapertura al pubblico degli stadi è "inopportuna": "Nello stadio l'assembramento è inevitabile, dentro, come entrando e in uscita".

Di porre fine in anticipo alla sua esperienza a palazzo Chigi Conte proprio non ne vuole sapere. Il premier, infatti, ha messo le mani avanti escludendo la crisi in caso di sconfitta alle Regionali di Pd e M5s, alleati che sostengono l’esecutivo. Secondo il presidente del Consiglio un'affermazione del centrodestra non produrrebbe effetti sull’esecutivo perché"il contesto è diverso" rispetto a spallate del passato. "Abbiamo la prospettiva a livello nazionale per la ricostruzione. Una grande responsabilità, non potremmo interrompere questo lavoro", ha aggiunto Conte che chiude anche a chi contesta il merito della contesa referendaria una riforma "votata dalla stragrande maggioranza parlamentare". "Se si passa da 945 a 600 parlamentari, l'opinione del presidente del Consiglio è che non venga pregiudicata alcuna prerogativa parlamentare. Con le nuove regole chi sarà eletto ne sentirà ancora di più la responsabilità", ha dichiarato ancora Conte.

Il premier si è espresso anche sulle regole degli appuntamenti elettorali. Conte auspica una legge elettorale"come quella frutto dell'accordo di maggioranza: a me la sfiducia costruttiva piace molto" e aggiunge che "se si arriva alle preferenze non la vedo negativa. Il principio mi piace. Ci arriverei successivamente, ci sono state in passato delle distorsioni, ma il principio delle preferenze mi piace".

Il presindente del Consiglio si è soffermato anche sulla delicata questione della crisi economica spiegando che "l'Italia non ha mai avuto 209 miliardi da spendere, neppure con il Piano Marshall" e questa "è una sfida storica, ne va della credibilità dell'Italia in Europa. È la ragione per cui in agosto abbiamo lavorato tanto per il Recovery Fund, con tantissimi progetti che oggi stiamo selezionando evitando la parcellizzazione".

Parole il premier le ha spese anche per Mario Draghi, che qualcuno ipotizza nuovo presidente del Consiglio, sottolineando che "quando si fa il suo nome ho l'impressione che lo si tiri per la giacchetta". E questo, precisa, "non lo dico perché lo considero un rivale". Conte, infine, ha mandato un segnale chiaro sulle polemiche scoppiate per il rinnovo del mandato dei vertici dei Servizi ("in un momento di crisi non vado a modificarne l'assetto") e sul dossier Alitalia ("non sarà più un 'carrozzone di Stato").

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