Contorsioni della politica mentre il mondo capovolto è sul punto di bruciare. Ieri mattina Piero Fassino, piddino con una storia, al termine dell'intervento del ministro Crosetto si fa tentare dal desiderio di inviargli un biglietto. "Gli ho scritto - racconta in mezzo al Transatlantico di Montecitorio - perché dice cose condivisibili. È persona ragionevole. Ma visto che è stato duro con Putin gli ho chiesto perché non mandiamo i nostri soldati con i volenterosi in Ucraina. Se tutti facessero come noi non andrebbe nessuno. Stesso discorso per la Groelandia: Francia, Inghilterra, Germania stanno inviando sull'isola un embrione di contingente europeo in risposta a Trump. Noi no. Purtroppo la Meloni è succube di Putin in Ucraina e di Trump in Groenlandia e non crede nell'Europa".
Sull'altro versante le parole si rovesciano. I leghisti sono freddi: votano Crosetto ma non lo applaudono. E per la prima volta in Parlamento esce allo scoperto il battaglione Vannacci. Due leghisti, Ziello e Sasso, e Pozzolo del gruppo misto hanno votato contro la risoluzione del governo. Quest'ultimo è un esempio di paradosso italico: a Capodanno è protagonista di un western con pistola ma nega le armi all'Ucraina. Il generale da Bruxelles benedice i suoi seguaci anche se in Parlamento e fuori sono davvero pochi. "La maggioranza degli italiani - spiega - è stufa di inviare armi e soldi a Kiev e io con i miei a Roma siamo coerenti a dire no. Trump dà la colpa a Zelensky per la mancata pace. Ma è responsabile pure l'Europa: se fosse siglata Starmer, Macron e Mertz dovrebbero ammettere di aver perso e lasciare la poltrona. Pure la Meloni avrebbe perso ma ha avuto qualche distinguo a parte la smargiassata dell'art.5 Nato come garanzia per l'Ucraina. Parole dure al punto che nella Lega qualcuno (Romeo) si chiede se il generale possa continuare a fare il vicesegretario alla rovescia".
ll problema vero però è un altro: il mondo corre e noi restiamo indietro impiccati alle nostre pseudo-ideologie e alle nostre divisioni. In dodici ore l'avanguardia dei Paesi europei ha deciso di inviare soldati in Groenlandia (i francesi sono già sbarcati), Trump ha rimesso sul banco degli imputati Zelensky e Putin gli ha dato ragione. E l'Italia? Siamo indietro di tre puntate nella serie televisiva che racconta la tragedia globale. Restiamo nel mezzo mentre il mondo gira. L'unico rifugio è l'ironia. "Come facciamo ad inviare soldati in Groenlandia - si chiede il forzista Mulè - se in Ucraina non riusciamo a spedire neppure un petardo?! Però abbiamo Vannacci: andrebbe paragonato a el General en su labirinto di Marquez o, meglio, a il colonnello Buttiglione". Mentre l'ex-ministro per l'Europa, il piddino Vincenzo Amendola, con una punta di sarcasmo chiosa: "E poi ti meravigli se in Groenlandia non mandiamo neppure tre vigili urbani". Lorenzo Cesa, che pure è in maggioranza, è ancora più laconico: "Crosetto perfetto ma la risoluzione è una merdina".
In questa situazione come fai a "osare"? La Meloni è perennemente alle prese con le bizze della Lega che di fronte ad una guerra non vuol sentir parlare di "armi" e "militari". A sinistra Conte dopo essersi astenuto sulla mozione bipartisan contro il regime degli ayatollah ne presenta un'altra alla Camera e pretende che il Pd la sostenga. In più resta la polemica permanente con la Francia, il primo paese a inviare soldati in Groenlandia. "Macron - spiega una delle teste d'uovo di Palazzo Chigi, Filini - è in debito di ossigeno in casa. E l'Europa manda soldati in Groenlandia per dispetto a Trump invece di pensare alla penetrazione della Cina nella burocrazia europea".
In questa situazione il governo si muove con i piedi di piombo. "Non prevediamo - rimarca il Tajani - l'invio di soldati in Groelandia". Crosetto, invece, si lascia guidare dall'intuito sull'Iran. "Se gli Usa bombarderanno? Ieri avrei detto sì, oggi no. Tutto cambia di ora in ora". Sul resto non osa, ricorre al buonsenso. "Non andremo in Ucraina con i volenterosi perché siglata la tregua la Russia non vorrà divise straniere in quel Paese, meglio il cappello dell'Onu. Non invieremo soldati in Groenlandia perché va usata la Nato che ci unisce e non ci divide dagli Usa". Appunto, meglio volare basso. L'unica rivendicazione è l'aiuto a Kiev: "c'è chi se ne vergogna, io ne sono fiero". Altro Crosetto non può dire. Per osare di più dovresti muoverti in sincronia con l'Europa un nome che a pezzi di maggioranza fa venire l'allergia.
Sono pochi a rammentare la lezione di Berlusconi: "Un sovranismo europeo è molto più sensato degli anacronistici e forse pericolosi sovranismi nazionali". Ma era il Cav, lui era abituato a osare. I soldati italiani in Groenlandia? "In Groenlandia - risponde il presidente del Senato, La Russa - c'è freddo".