Così la Coop renziana rovina i produttori

Il colosso fa fallire un piccolo fornitore a colpi di ribassi: multa dell'Antitrust

Così la Coop renziana rovina i produttori

Roma - Ma come, proprio uno dei gioielli di Matteo Renzi, il fiore all'occhiello del sistema delle coop rosse, porta al fallimento uno di quei piccoli produttori locali su cui basa la sua immagine genuina e buonista? E lo fa, secondo l'Antitrust, imponendo prezzi insostenibili e abusando della sua posizione dominante.Questa è una storia di pere, belle e buone, vendute nei grandi supermercati della Coop Adriatica e fornite per 20 anni dalla Celox di Fortunato Peron. Una società di Cesena che, dopo aver rispettato sempre le regole e aver stretto la cinghia per praticare periodicamente sconti sulla merce che «arrivavano attorno al 35 per cento del prezzo di listino», ha ricevuto la disdetta del contratto di fornitura a conclusione della campagna 2014-2015. Una società che faceva 5 milioni all'anno e aveva 25 dipendenti, ma ha dovuto chiudere i battenti, affondata dai 600mila euro di sconti imprevisti e non concordati applicati tra il 2008 e il 2014.La vicenda raccontata sul Corriere della Sera da Milena Gabanelli rivela che l'istruttoria dell'Antitrust si è conclusa a fine dicembre con la condanna di Coop Italia e Centrale Adriatica ad una sanzione di 49 mila euro complessivamente. Ora la coop farà ricorso al Tar contro la decisione del Garante, la cosa andrà avanti per chissà quanto tempo e intanto la Celox e Peron sono stati schiacciati.Pensare che stiamo parlando di un colosso, perché dalla fusione di Coop Adriatica, Coop Estense e Coop Consumatori Nordest è nata in questi giorni Coop Alleanza 3.0, che con 2,7 milioni di soci, quasi 5 miliardi di fatturato e oltre 22mila dipendenti è la più grande d'Italia e, per numero di soci, d'Europa. Una nuova cooperativa di consumo, operativa in 12 regioni proprio da questo mese, con 419 punti vendita, tra cui 56 ipermercati, una partecipazione del 20 per cento nel gruppo assicurativo Unipol e del 13,3 per cento in Eataly distribuzione.Il numero uno di Coop Adriatica, Adriano Turrini, con il patron di Eataly e intimo amico del premier Renzi, Oscar Farinetti, fa grandi affari. A cominciare da Eataly World a Bologna, la Disneyland del cibo made in Italy che vuole replicare i successi dell'Expo milanese. L'idea di un altro renziano doc, il presidente del Centro agroalimentare bolognese Andrea Segré, per essere realizzata ha avuto dal Comune un'area attrezzata valutata 55 milioni di euro, dove sono stati spesi 100 milioni di euro pubblici. La Coop Adriatica è il socio di riferimento, con 9 milioni di euro versati.«Rispetto ai nuovi bisogni provocati dalla crisi, la cooperazione è molto attenta al consumo e alla distribuzione», ha detto ieri il presidente nazionale della Legacoop Mauro Lusetti, riferendosi ad Alleanza 3.0. Ma per la sorte dei piccoli distributori, che fanno grandi le coop, l'attenzione scarseggia.

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