Dal cosmo a Hollywood: addio al super telescopio che ha cercato pure E.T.

Gli Usa demoliranno l'osservatorio di Arecibo. Per 57 anni ha sondato la vita extraterrestre

Un occhio sepolto negli abissi della giungla portoricana: un occhio sbarrato per 57 anni sullo Spazio celeste, che si spegne e saluta il mondo come solo i grandi pezzi di storia. Si tratta dell'enorme radiotelescopio spaziale di Aceribo: sarà abbattuto a seguito di due deterioramenti (uno dei quali gravissimo e pericoloso) avvenuti nei mesi scorsi. La fine di una missione astronomica colossale, e perfino sequenze di cinema hollywoodiano. Quello di Arecibo (località all'interno dell'isola di Porto Rico) è il nome di uno dei più grandi telescopi del mondo. In agosto uno dei suoi cavi di supporto si è allentato dalla presa principale, precipitando e squarciando una cavità di ben 30 metri di lunghezza all'interno antenna larga 305 metri. Cercare forme di vita fuori dal globo, la sua tenace attività per quasi sessant'anni: dal pianeta Venere fino al sistema solare. L'accidente definitivo, però, è che un secondo cavo si è spezzato all'inizio di novembre, creando un foro nella parabola e compromettendo i cavi vicini, nonostante gli ingegneri si siano affrettati a cercare ogni possibile soluzione per preservare la struttura che era ormai paralizzata.

Due disastri che costano la «vita» al telescopio, famoso anche per l'ambientazione del film di James Bond, Golden Eye, e di Contact, con Jodie Foster: la US National Science Foundation (Nsf), un'agenzia governativa indipendente, si è vista costretta a proclamare la chiusura e l'abbattimento dell'osservatorio di Aceribo. «Nsf ha concluso che il più recente danno al telescopio non può essere fronteggiato senza mettere a repentaglio la vita e la sicurezza delle squadre di lavoro, e di tutto il personale», ha spiegato Sean Jones, vicedirettore del dipartimento di scienze matematiche e fisiche dell'Nsf. «La nostra Fondazione ha deciso di avviare il processo disattivazione controllata con un piano ad hoc». L'equipe ingegneristica statunitense non è ancora risalita alle cause primo guasto, stando alle parole del portavoce della Nsf. La vastissima parabola dell'osservatorio, e una struttura di 816 tonnellate sospesa a 137 metri che lo sovrasta, immersa nelle umide e folte foreste di Porto Rico, era stata utilizzata da scienziati e astronomi di tutto il mondo; sempre speranzosi di intercettare pianeti lontani e sconosciuti, scovare asteroidi potenzialmente pericolosi, e perfino per cogliere segni di vita extraterrestre. Tra le grandi imprese di questa creatura meccanica, che pare strappata a una pellicola di fantascienze, il rilievo dell'asteroide vicino alla Terra conosciuto come «Bennu», nel 1999, che ha fornito alla Nasa le premesse per inviare una sonda robotica e raccogliere il suo primo campione di sporco di asteroidi, dopo quasi vent'anni.

Ecco perché non è mancata una menzione del telescopio in un episodio di X-Files, in cui il personaggio Fox Mulder viene inviato ad Arecibo da un senatore degli Stati Uniti: da copione, è appena avvenuto un contatto con un extraterrestre.

Il National Astronomy and Ionosphere Center (Naic, Centro Nazionale per l'Astronomia e la Ionosfera, ovvero il nome con cui il telescopio è conosciuto in America), ha operato attraverso la Cornell University in accordo cooperativo con la National Science Foundation (un'agenzia governativa Usa). Quanto ad ampiezza del diametro, era secondo solo al radiotelescopio Fast (500 metri), nella provincia di Guizhou, in Cina. Una società di ingegneria assunta dall'Università della Florida centrale, che gestisce l'osservatorio per Nsf in base a un accordo quinquennale da 20 milioni di dollari, ha liquidato come inevitabile l'abbattimento di questa finestra sull'universo: troppo gravosi i problemi di sicurezza, in sostanza, per tenere ancora vivo il suo sguardo tra gli astri. Stella sulla terraferma e già pagina della nostra storia.

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