Il caso sollevato da Il Giornale sul legame tra donazioni per il Covid e comunità islamica finisce al vaglio della commissione d'inchiesta. A intervenire è la deputata Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d'Italia in commissione Covid, che delinea la gravità del panorama: "Continuano ad emergere fatti inquietanti sul giro di mascherine e soldi durante la pandemia. Stavolta, grazie a un'inchiesta pubblicata su Il Giornale, si scopre di una lauta donazione in denaro, di 500 mila euro, nonché di 100 mila mascherine per gli ospedali da parte dell'Ucoii, cioè l'Unione delle comunità islamiche in Italia".
Questo dopo che abbiamo evidenziato come in meno di due mesi l'Unione, con a capo il volto della Flotilla Yassine Lafram, in meno di due mesi abbia raggiunto quelle cifre senza però esplicitare chi fosse il destinatario dei vari proventi raccolti. Per questo Buonguerrieri aggiunge che "occorre fare chiarezza, perché sorgono delle domande: come e a chi precisamente è stata dirottata l'importante cifra di denaro? Esiste una rendicontazione di soldi e mascherine? Domande su cui la commissione d'inchiesta sul Covid, su impulso di FdI, cercherà di far luce". Ma è stata presentata anche un'interrogazione parlamentare dal deputato di FdI Federico Mollicone "per fare piena luce su questi fatti. È fondamentale accertare se soggetti che avrebbero espresso posizioni radicali abbiano goduto di un accreditamento politico privilegiato". A esporsi anche il deputato di Fratelli d'Italia Francesco Filini, secondo cui "le notizie emerse su Il Giornale impongono chiarezza. Durante la pandemia sono stati raccolti ingenti fondi e distribuiti dispositivi sanitari. È necessario accertare con precisione modalità di raccolta, gestione e destinazione delle risorse. I rapporti tra istituzioni e associazioni devono avvenire nel pieno rispetto dei principi della trasparenza". A premere per una risposta da parte di Giuseppe Conte è il vicecapogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera Massimo Ruspandini: "Vorremo sapere come sono stati impiegati i fondi che l'Unione delle comunità islamiche ha raccolto e donato all'Italia dal momento che sul punto non c'è alcuna rendicontazione". E il deputato di FdI Mauro Malaguti: "Un altro quesito a cui Conte dovrebbe dare una risposta onde fugare le nuvole che si addensano in Commissione". Dal fronte europeo arrivano le dichiarazioni di Alessandro Ciriani, eurodeputato di Fratelli d'Italia-Ecr e vicecoordinatore del Gruppo Ecr in Libe, che sottolinea come "le nuove ricostruzioni sui rapporti tra esponenti del governo Conte, il M5St e i vertici dell'Ucoii durante la pandemia rendono ancora più urgente fare piena luce su una vicenda che presenta profili estremamente preoccupanti. Non è un interlocutore qualsiasi: l'Ucoii è da anni al centro di polemiche per posizioni vicine al fondamentalismo islamico, per essere stata indicata come espressione dei Fratelli Musulmani in Italia e per vicinanze e ambiguità emerse nel tempo anche rispetto a realtà legate ad Hamas". A esporsi per la Lega è il deputato Jacopo Morrone, che rilancia la proposta di legge del Carroccio: "Serve trasparenza assoluta. Le coraggiose e accurate inchieste mediatiche devono essere approfondite. Gli intrecci, i flussi di denaro, le destinazioni e i soggetti che ne hanno goduto svelati. Troppe le ombre e le connivenze. Stiamo parlando di sicurezza dello Stato. Anche per questo servono iniziative legislative urgenti che interrompano questa sorta di occupazione progressiva politica e istituzionale dell'Ucoii attraverso rapporti politico/ideologici a cui non sono estranei i voti pilotati delle moschee. Le proposte ci sono: consiglio nazionale degli imam, sermoni in italiano, regole più cogenti per i luoghi di preghiera, trasparenza sui flussi di denaro per finanziarli e una seria indagine parlamentare per monitorare i rapporti tra islamismo radicale, politica e finanziamenti esteri".
Netta anche la posizione di Forza Italia espressa dal senatore Maurizio Gasparri: "Sono somme significative e di aiuti materiali che devono essere state utilizzate con criteri di trasparenza. Confidiamo che chi ha avuto responsabilità di governo in quella fase possa fornire a breve risposte puntuali e documentate".