L'orgoglio di Bertolaso: "La verità sulla Lombardia". E si sfila dalla corsa per Roma

In una intervista al Corriere della Sera Guido Bertolaso, consulente sull’emergenza Covid per la Lombardia, promette che entro giugno si riuscirà a garantire una dose a tutti gli abitanti della Regione e smentisce una sua discesa in campo come candidato sindaco del centrodestra a Roma

L'orgoglio di Bertolaso: "La verità sulla Lombardia". E si sfila dalla corsa per Roma

Dopo una partenza incerta ora la battaglia contro Covid-19 in Lombardia pare stia volgendo al meglio. E questo soprattutto grazie alla campagna di vaccinazione della popolazione i cui numeri sono incoraggianti. Ad ammetterlo in una intervista al Corriere della Sera è Guido Bertolaso, consulente sull’emergenza Covid per la Regione guidata da Attilio Fontana.

"Ormai faccio la supervisione di una macchina che funziona bene. A fine maggio potrei seguire la campagna a distanza. Poi se a giugno dovessero arrivare altre 25 milioni di dosi per cui possiamo forzare i ritmi, potrei tornare per assestare il piano", ha assicurato l’ex capo della Protezione Civile. Quest’ultimo condivide in sostanza l’ottimismo espresso dalla vicepresidente del Pirellone, Letizia Moratti, che ha sostenuto che la Lombardia sarà la prima Regione a raggiungere l’immunità di gregge. "Dei 10 milioni di lombardi, dobbiamo vaccinarne circa 6.700.000. Siamo a 3.500.000 con una dose e sopra il milione immunizzate. A maggio contiamo di fare altre 3 milioni di somministrazioni", ha spiegato Bertolaso evidenziando che entro giugno "riusciremo a garantire una dose a tutti". Sui tempi del raggiungimento dell’immunità di gregge, invece, il consulente sull’emergenza Covid è più cauto. Su questo tema, infatti, preferisce che a parlare siano gli esperti."Non so se sarà immunità di gregge, questo lo lascio stabilire a virologi e epidemiologi”.

Lo stesso Bertolaso ha ricordato di essere stato il primo a denunciare a febbraio i problemi e i disagi derivanti "da un meccanismo di prenotazione per gli over 80 assolutamente inefficiente". Ma nelle ultime settimane la situazione è radicalmente cambiata. "Oggi sono convinto che la Lombardia sia la locomotiva", ha affermato ancora l’ex capo della Protezione Civile. Bertolaso ha poi ammesso di aver voluto vaccinare tutti i lombardi entro la fine di giugno. Ma il progetto ambizioso è franato a causa della mancanza delle dosi del farmaco anti-Covid: "Ad aprile aspettavo un’invasione di vaccini che non c’è stata. Ma ne avremo fatti il 60-70% che comunque è una quota che tranquillizza". L’imprevisto, ha assicurato ancora il consulente all’emergenza, provocherà solo un piccolo ritardo della tabella di marcia. "Entro luglio chiuderemo la campagna", ha promesso Bertolaso che ha evidenziato come ci sia ancora un problema irrisolto: "Con Aria continuiamo ad avere strascichi per smaltire le seconde dosi degli insegnanti, che non potevamo migrare al nuovo portale di Poste. Siamo ancora ostaggi di questo sistema informatico".

In Lombardia il lavoro dedicato alla campagna di vaccinazione sta producendo i suoi frutti. "Per usare una metafora calcistica- ha aggiunto Bertolaso- ho detto che abbiamo un ritmo da Champions League, facciamo ogni giorno oltre un quinto delle somministrazioni nazionali. Vincere lo scudetto dipende da quante dosi riusciranno a darci. Noi potremmo farne anche 150mila al giorno, ma ci chiedono una velocità di crociera di 85/90mila". Servono le dosi, ed anche in fretta. Ma l’ex capo della Protezione civile ha criticato i governatori che avevano ventilato l’ipotesi di agire da soli per acquistare i vaccini. "Trovo sia profondamente scorretto muoversi fuori da un piano organico nazionale. Ma penso che come ha fatto la Germania il governo avrebbe potuto allargare le forniture".

Bertolaso prova, invece, a spegnere le polemiche scaturite dalla presenza di migliaia di tifosi dell’Inter in piazza Duomo a Milano per festeggiare lo scudetto. "Se la Roma avesse vinto l’Europa League, cosa improbabile dopo i 6 gol presi a Manchester, non nascondo che magari l’avrei fatto anch’io. È da condannare, ma da tifoso capisco che si voglia esultare dopo un anno in cui non si è potuto mai andare allo stadio per sfogare la propria passione". "Se ci saranno problema- ha assicurato- fra due settimane li affronteremo".

Non solo emergenza Covid-19. Nell’intervista, infatti, Bertolaso smentisce di essere il prossimo candidato sindaco del centro-destra a Roma. L’ex capo della Protezione civile, che sta per rientrare proprio nella Capitale, non sembra infatti né appassionato né intenzionato a buttarsi nella battaglia per la conquista del Campidoglio: "Ho ringraziato chi mi voleva sindaco della Capitale, ma non ho cambiato idea. Sono sicuro, gli ho detto di cercarsi qualcun altro". Infine, una battuta Bertolaso la riserva sul suo futuro che appare lontano dalla politica. "Ci sono amici che mi chiedono di andare ad organizzare la campagna vaccinale in Africa. Mi piacerebbe anche andare al Polo Sud in barca". La strada per il Campidoglio sembra che non percorribile. Ma, in fondo, in politica come nella vita mai dire mai. ed è quello che sperano molti esponentoi del centro-destra.

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