C'è un'informativa della polizia federale svizzera, sezione anti riciclaggio, agli atti dell'inchiesta sulla strage di Crans-Montana, che rivela i sospetti degli investigatori sul patrimonio e la provenienza dei soldi dei proprietari del Constellation, Jacques e Jessica Moretti. Una presunta opacità sulle origini e sulla gestione del denaro usato per acquistare case, ristoranti e locali, su cui si allungherebbe l'ombra del riciclaggio, secondo la polizia elvetica. Sono al momento ipotesi, non reati contestati dalla Procura federale che indaga i due per incendio, omicidio e lesioni colpose.
Per gli investigatori "l'impero" - così lo definiscono - dei coniugi Moretti in Svizzera si baserebbe "quasi esclusivamente su prestiti ottenuti probabilmente in modo indebito". La società che gestisce il Constellation sarebbe "una struttura vuota ma carica di ipoteche, pur mostrando all'esterno un successo commerciale fittizio, tra cui l'esposizione di auto di lusso in leasing". Vengono analizzati i movimenti bancari e le operazioni in contanti: "Alla luce del passato criminale di Jacques Moretti e delle sue conoscenze in certi ambienti potenzialmente problematici, non possiamo escludere, la possibilità che una parte dei fondi gonfiati sia entrata in un riciclaggio di denaro di origine criminale". Ci sarebbe poi l'ipotesi che Jacques Moretti abbia fornito documenti falsi alle banche svizzere per le garanzie sui mutui per acquistare i locali e la casa a Lens. Citano "ad esempio, l'eredità di una casa in Corsica, che invece sarebbe stata acquistata tramite un prestito nel 2018. E la vendita di un immobile a Parigi () che costituiva invece una vendita obbligata da una procedura transattiva imposto ai Moretti" da un tribunale francese.
I poliziotti elvetici scavano anche tra i prestiti ricevuti da Jacques Moretti negli anni. Spiccano quelli per complessivi 216mila franchi concessi da un amico "illustre" dei coniugi, Sébastien Bottinelli, la cui famiglia è azionista della società di orologeria di lusso Audemars Piguet. Diverse indiscrezioni nelle ultime settimane avevano tirato in ballo Bottinelli, indicandolo come il possibile benefattore anonimo che ha pagato la cauzione da 400mila franchi per la coppia. Ma lui ha seccamente e nettamente smentito. Sempre da lui i Moretti avevano acquistato nel 2020 Il Senso, l'altro locale gestito a Crans. I poliziotti svizzeri non escludono neanche possibili "truffe sulle polizze assicurative" relative ai due incendi che hanno colpito due locali della coppia: uno al ristorante Le Vieux Chalet nel 2023 - a cui è seguita una ristrutturazione totale - e l'altro al Constellation nel febbraio 2024.
Un faro viene acceso anche sui "versamenti in contanti, che sebbene non insoliti, non sono completamente esenti da una possibile origine criminale". Sospetti che arrivano solo ora, nonostante le attività dei Moretti a Crans vadano avanti da oltre dieci anni. La Francia, con decisione del tribunale di Grasse, ha rifiutato la richiesta di rogatoria della Procura elvetica per il sequestro dei beni detenuti dai coniugi nel Paese. Intanto ci sono cinque nuovi indagati, tra cui il sindaco di Crans Montana, Nicolas Féraud. Gli altri sono Kévin Barras, Pierre Albéric Clivaz, Rudy Tissières e Baptiste Cotter, tutti con passate o attuali deleghe sui controlli tra Crans e l'altro comune di Chermignon.
Alcuni avvocati delle parti civili chiedono non solo di indagare, ma anche di arrestare il figlioccio di Moretti, Jean Marc Gabrielli, dipendente del Senso, che la sera del rogo si trovava al Constellation, ha riferito lui stesso, per la fidanzata Cyane Panine, la cameriera col casco morta per le fiamme. Per i legali ci sarebbero contraddizioni nella sua versione dei fatti, anche sulla chiusura della porta di servizio laterale al pianterreno.