La curva fa tremare la Francia. A Marsiglia si sceglie chi curare

La Merkel preoccupata: così raggiungiamo Parigi

«Bisogna affrontare con determinazione la crisi del Covid-19 altrimenti a Natale avremo i numeri della Francia». Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel, citata dalla Dpa, nel corso di una riunione del direttivo della Cdu. Se i contagi da coronavirus in Germania dovessero continuare ad aumentare, il rischio è di 19.200 casi al giorno. È quanto avrebbe affermato la cancelliera tedesca, durante un incontro con la dirigenza dell'Unione cristiano-democratica (Cdu). Come riferisce il quotidiano «Bild», secondo Merkel è necessario stabilire le priorità nel contrasto alla pandemia, ossia «mantenere l'economia in funzione, scuole e asili aperti». La cancelliera tedesca avrebbe poi espresso forti dubbi sul fatto che il governo del Land di Berlino, tra i principali focolai di Covid-19 in Germania, intenda attuare più severe misure di contrasto al contagio. «Deve succedere qualcosa a Berlino», avrebbe dichiarato Merkel. E intanto il lockdown, incombe di nuovo sulla Francia che ogni giorno registra dati sempre più preoccupanti sul fronte dei contagi da Covid: se la Spagna è il primo Paese europeo, secondo i dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), seguono la Francia il Regno Unito l'Italia e la Germania.

Si fa sempre più grave la situazione a Marsiglia, una delle città francesi più colpite dalla nuova ondata di casi di coronavirus, tanto che i medici degli ospedali locali, alle prese con terapie intensive piene di pazienti Covid, sono costretti a scegliere chi ricoverare. «Non possiamo più gestire i due flussi, pazienti Covid e non Covid», ha spiegato a BFMTV Jean-Luc Jouve, primario di ortopedia pediatrica dell'ospedale La Timone di Marsiglia e firmatario di un forum di dirigenti AP-HM, ospedali pubblico a Marsiglia. «Questa mattina andrò al mio ospedale e negozieremo con i rianimatori perché chiederemo loro se hanno cinque letti per ricevere i nostri pazienti. Sceglieremo chi è in pericolo di vita, chi non può aspettare domande di chemioterapia ... per sapere chi sarà prioritario nella scelta degli interventi chirurgici. Una scelta -ha concluso - che i medici vorrebbero non dover fare».

E a Madrid, alla mezzanotte in altre otto aree della capitale, in cui vivono circa 170 mila persone, sono entrate in vigore le misure di restrizione al movimento, varate per contenere il rapido aumento di casi di Covid-19. Finora, le nuove misure - che vietano di spostarsi se non per motivi di lavoro, cure mediche e studio - riguardano nella capitale spagnola oltre un milione di cittadini, riporta El Pais. Intanto, con 716.481 contagi registrati da inizio pandemia, la Spagna è il Paese più colpito dell'Europa occidentale. Il governo centrale, però, chiede all'amministrazione madrilena di rafforzare le restrizioni.

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