Studentessa modello, baby sitter affettuosa, volontaria all'oratorio. E poi madre assassina, per ben due volte in poco più di due anni. Chiara Petrolini resterà, ben oltre la sua condanna, uno dei misteri della cronaca italiana. Una Medea bambina, una ragazza del terzo millennio che, di fronte, non a una, ma a due gravidanze indesiderate, sceglie la via più nera e pericolosa, anche per sé. Non dire nulla, negare l'evidenza di una vita che ti cresce dentro, programmando, semmai, scientemente di sopprimerla. O, secondo la difesa, subendo un dualismo patologico per cui avrebbe desiderato che il mondo si accorgesse di lei e di quei figli che aspettava, forse prospettandole una "soluzione".
Intanto la pancia non cresce se non in modo infinitesimale. Il vigore della gioventù non le dà inciampi nella gravidanza. Chiara fuma, Chiara balla, Chiara beve. E nove mesi dopo, guardati negli occhi per pochi attimi quei bimbi che, semplicemente, nella sua agenda di vita, non dovevano essere, li seppellisce come bulbi acerbi nel giardino di caso. Poi torna alla vita di sempre. L'estetista, l'aperitivo con gli amici e quindi la vacanza a New York con la famiglia.
Già, mamma, papà: nessuno ha mai sospettato. Gli inquirenti lo hanno messo nero su bianco. Il primo bimbo era nato, nel 2023, mentre tutti erano al saggio di musica del fratello. Il secondo arriva, l'anno dopo, in una notte destate: alla mattina i segni del parto sono evidenti. Ma i genitori fanno in fretta una lavatrice di tappeti e lenzuola, credendo alla spiegazione di un ciclo abbondante. La mamma parte per il mare con le amiche. Vanno salutate: a breve si va tutti in America. Che bello. E che dire del fidanzato, padre mancato e totalmente escluso da ogni pensiero su quell'amore che han continuato a vivere in due? Qualche tempo prima del primo parto si erano, in realtà, lasciati. Quando si ritrovano non basta "l'esperienza". Nessuna precauzione, nessuna attenzione. Insieme fino a poche sere prima del secondo parto. Lei parte con i suoi, lui resta incredulo quando le forze dell'ordine ritrovano quel piccolo bimbo nel giardino. "Ti spiego quando torno", è il messaggino di lei. Intanto si indaga: la scientifica ripete gli esami diverse volte. Non crede ai primi risultati: la madre non può essere quella ragazza che sui social posta selfie felici dalla vertigine dell'Empire State Building. I genitori sono quasi infastiditi nel sapere che qualcuno sta indagando in casa loro. Non anticipano nemmeno il ritorno dalle ferie. Qualcuno teme che sia un piano di fuga, ma a Malpensa dopo due settimane atterrano tutti. Chiara non risponderà subito alle domande.
Lo farà solo al ritrovamento del secondo cadavere a cui si arriva dalle tracce del suo cellulare che tutto ha registrato, lui sì, come un diario preciso: "Seconda gravidanza", "Come non far crescere la pancia", "Dopo quanto puzza un cadavere?". Era quello che aveva deciso di fare, sperando forse di non doverlo fare.LuGa