De Magistris lancia DemA, partito dell’accoglienza, obiettivo Europee

Il primo cittadino di Napoli lascia le porte aperte a tutti gli scontenti, dagli elettori 5Stelle a quelli del Pd, fino ad arrivare ai moderati ed alla destra, tranne “fascisti e razzisti”. Pronto un posto in rampa di lancio per Mimmo Lucano: “È il movimento stesso”

De Magistris lancia DemA, partito dell’accoglienza, obiettivo Europee

Il progetto politico di Luigi De Magistris è pronto ed ha già un nome, DemA, ovvero “Democrazia autonoma”. È lo stesso sindaco di Napoli a tracciare le linee fondamentali del movimento in una lunga intervista rilasciata a TPI, con l’obiettivo delle prossime Europee.

Il primo pensiero è, come spesso gli accade, rivolto a Matteo Salvini. “Sta facendo un’operazione molto strumentale perché ha capito che la sua azione di costruzione di un’Italia fondata sul rancore, sull’odio, sulle discriminazioni lo portava a essere catalizzatore di consenso ampio.”

Ampio il target a cui è indirizzato il suo appello di adesione, dato che il primo cittadino è pronto a pescare un po’ a sinistra e un po’ a destra. “Non ci consideriamo una forza di sinistra, ma da quando faccio politica ho provato a costruire sempre campi larghi. Anche se mi considero di sinistra non voglio infilarmi in un cuneo. La nostra idea è quella di far confluire in un movimento largo tante esperienze. Ci rivolgiamo anche a elettori di M5S e Pd delusi o sostenitori di forze moderate che si rendono conto che Salvini sta minando la coesione sociale del paese. Abbiamo detto no solo ai fascisti e ai razzisti.”

Dunque, dopo aver escluso la possibilità di dialogo con la Lega, De Magistris attacca il Decreto Sicurezza, come ormai tanti benpensanti fanno quotidianamente da tempo. “Si colpiscono gli Sprar, dove c’è un’integrazione che funziona, perché diffusa e spalmata sul tutto territorio nazionale. Gli Sprar scaricavano una quota minima in ogni città e rendevano l’integrazione possibile. Vengono mortificate tante persone qualificate, come mediatori sociali e culturali.”

Le previsioni del sindaco di Napoli sono catastrofiche, e richiamano la linea tracciata alla prefezione dalla Kyenge su Facebook, come in un discorso che segue un progetto ben determinato. “Si concentrano le persone solo in determinati punti e si riduce la possibilità di ottenere il permesso di soggiorno. Questo produce illegalità: le persone tenderanno a sfuggire e andranno nella clandestinità e nell’oscurità e diventeranno soprattutto preda delle grandi organizzazioni criminali.” Tutta questa situazione provocherà “un aumento del rancore. E diventerà come in Francia nelle banlieues: si rischia una ribellione dettata dalla rabbia. Vedo una tendenza a punire i deboli: come se la nostra infelicità, i nostri problemi derivassero da chi fa l’elemosina, da chi non ha un tetto, da un migrante.” De Magistris si dice preoccupato per tutto questo odio. “Questo Governo sta creando uno Stato sempre più autoritario: crescerà il dissenso e l’opposizione sociale e loro interverranno con la repressione e con restrizione libertà civili. I manganelli e gli sgomberi tanto cari a Salvini.”

Tra gli esempi di virtuosi a cui DemA non potrà rinunciare, ecco spuntare il nome dell’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano, di cui il primo cittadino di Napoli tesse le lodi. “Siamo amici da anni, da molto prima che Mimmo vivesse questa situazione assurda dell’arresto. Gli voglio un bene dell’anima a Mimmo. Credo che sia un modello di umanità, di calabrese e di lotta all’illegalità. Mimmo Lucano è il movimento stesso. Abbiamo le stesse idee e ideali.”

Quando viene toccato il tasto Europa De Magistris non pare avere idee chiarissime, dato che snocciola termini abusati e parla solo di un progetto in essere che poco ha di concreto e tanto di fumoso. “Siamo sia contro l’Europa oligarchica dell’austerity e tecnocratica sia contro nazionalismi, sovranismi e populismi di destra. Siamo all’interno dell’Europa, ma della terza Europa, quella che ancora non c’é. È quella del diritto dei popoli, dell’uguaglianza e della solidarietà”. Vicinanza ideologica con Ada Colau, la sindaca di Barcellona, per esempio, e con la sua lista, Barcelona in Comun. C’è un’intesa molto stretta anche con Podemos: alla nostra prima assemblea sono venuti tre loro militanti. Ci uniremo anche a Yanis Varoufakis e Diem25.”

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