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Difesa, Regioni, 5x1000: all'Anpi 1,3 milioni l'anno per fare politica a sinistra. I partigiani veri? Solo 351

L'Associazione nazionale usa i fondi per cortei anti-governativi e convegni sul No al referendum e ormai è come un partito. I finanziamenti dal ministero di Crosetto e la vergogna del 25 aprile

Difesa, Regioni, 5x1000: all'Anpi 1,3 milioni l'anno per fare politica a sinistra. I partigiani veri? Solo 351

Soldi dalla Difesa, dalle Regioni e pure dal 5 x mille e con il tesseramento, ma i partigiani superstiti, dopo 80 anni, sono appena 351. I fondi vengono usati anche per le manifestazioni del 25 aprile, sempre più aggressive e intolleranti, ma pure per convegni sulla giustizia con esponenti di spicco del Pd e noti giudici pro migranti, contro il premierato e l'autonomia differenziata, dando addosso al governo, sempre con il paravento della Costituzione.

L'Associazione nazionale partigiani incassa all'anno oltre 1 milione e 300mila euro. Le entrate dell'ultimo bilancio disponibile dell'Anpi pubblicato nel 2025, ma relativo all'anno precedente, ammontano a 1.351.273,85 euro. Dal ministero della Difesa, come contributo all'associazione combattentistica, ci sono due voci, per il 2023 e 2024, rispettivamente di 95.500 e di 92.448 euro. L'ultimo contributo erogato, il 4 agosto 2025, è "finalizzato alla realizzazione di progetti approvati dai competenti organi del ministero e sottoposti anche alle Commissioni Difesa". Al primo punto il "25 aprile 2025", che già aveva registrato intemperanze, "celebrazioni della 80ima festa nazionale della Liberazione".

I contributi annuali della Difesa sono collegati ai progetti presentati e al numero di iscritti. L'Anpi a fine 2024 dichiarava di avere 160.404 iscritti, ma i veri partigiani ancora in vita erano 351. "Nel 2006, per non disperdere il patrimonio di valori ereditati dalla resistenza - si legge sul sito - l'associazione apre le iscrizioni anche agli antifascisti". In pratica l'Anpi assomiglia più ad un "partito" che ad un'associazione combattentistica, come le altre, che continuano ad annoverare fra i soci i reduci, sempre meno, ma pure chi ha fatto il servizio militare nella rispettiva Arma di appartenenza.

L'Anpi dal 2018 al 2025 ha incassato dalla Difesa 768.350 euro, ma il ministro Guido Crosetto ha duramente stigmatizzato lo scempio dell'ultimo 25 aprile. Fra gli intolleranti c'erano anche iscritti all'Anpi, che con il tesseramento garantiscono la voce principale d'entrata: 596.368 euro nel 2024. La seconda voce sono i proventi del 5 x 1000 su scelta volontaria del contribuente (224.931 euro). A queste somme si aggiungono 122.978 euro di lascito testamentario di un partigiano e oltre 41mila euro di donazioni private.

Fra i contributi pubblici spicca quello del Friuli-Venezia Giulia a trazione leghista, che viene girato all'Anpi regionale. I versamenti nel 2025 sono di 119.268,96 euro ed in cinque anni il totale degli stanziamenti supera il mezzo milione di euro. "È un finanziamento storico all'Anpi, che va avanti da molto tempo attraverso l'aggiudicazione di bandi triennali", spiega Mario Anzil, vicepresidente e assessore regionale alla Cultura e allo sport. L'associazione partigiani presenta dei progetti, che vengono valutati da una commissione ad hoc. Sul 25 aprile l'esponente di Fratelli d'Italia trova "deprecabile i fatti di Milano, ma il mio ruolo è di garantire i bandi approvati e la pluralità. In passato, quando c'era la sinistra, sostenevano solo i loro. Noi siamo differenti e rispondiamo con una cultura polifonica".

L'Emilia Romagna solo per gli 80 anni dalla liberazione ha finanziato 59 progetti per un valore complessivo di 400mila euro. La Toscana ne ha tirati fuori 300mila e nell'ultima legge di bilancio nazionale è stato approvato un fondo speciale di 700mila euro. Per non parlare dei finanziamenti a pioggia delle amministrazioni locali, dagli 8mila euro in su, per le miriadi di iniziative delle sezioni Anpi in giro per l'Italia.

I soldi ai partigiani vengono utilizzati anche per eventi di carattere politico a senso unico. Il 14 novembre scorso, a Roma, si è tenuto il convegno nazionale "Separazione delle carriere e legge sicurezza: è questa la giustizia della Costituzione?", in vista del referendum. L'Associazione partigiani ha pagato l'affitto della sala, 2.501 euro e il servizio catering, 1.386 euro. Non grandi cifre, ma i relatori erano tutti schierati da una parte, a cominciare da Debora Serracchiani, responsabile nazionale Giustizia del Pd, a Silvia Albano, presidente di Magistratura democratica, fino a Gianluca Schiavon del Partito della Rifondazione Comunista. Un'altra attività pagata dall'Anpi, riportata nel bilancio sociale 2024, è una conferenza a Paestum "per lottare () contro il progetto governativo di un nuovo Frankenstein istituzionale, rimpinzato di autonomia differenziata e premierato".

Fra i costi sostenuti dall'associazione le "manifestazioni nazionali e internazionali" hanno assorbito in un anno 50.982,85 euro, le consulenze 65.224, il personale dipendente 153.257, il portale "Noi Partigiani" 22.430 euro. Bandiere, fazzoletti, distintivi e stampa di volumi sono costati 56.261 euro. La consistente voce "Servizi", 538.480 euro, si riferisce "alle spese finalizzate al perseguimento delle finalità statutarie dell'Associazione con tutte le manifestazioni e i convegni organizzati".

L'Anpi,

più simile ad un partito che ad un'associazione combattentistica, possiede anche "terreni e fabbricati", ovvero immobili di proprietà, per un valore catastale, notoriamente inferiore a quello di mercato, di 1.530.897 euro.

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