Io davvero non vorrei essere nei panni della moglie di Gratteri. Il capo della procura più grande d'Italia, quello sceriffo della Locride sempre pronto a stanare criminali guidato dal mantra "non esistono politici innocenti ma solo colpevoli non ancora scoperti" fra meno di 2 anni andrà in pensione. Il procuratore ha già dichiarato che forse si comprerà una motocicletta, e che finalmente potrà, dopo 25 anni di privazione, farsi un bel bagno nelle acque cristalline della regione "dalla quale non sarebbe mai voluto andare via". Ma le giornate della pensione son lunghe, e dopo essere stato a capo di una Procura con nove aggiunti e 102 sostituti, essere stato simbolo della lotta alla 'ndrangheta calabrese e aver coordinato inchieste contro il narcotraffico e le sue ramificazioni in Italia e all'estero, aver scritto numerosi testi sulla lotta alla mafia, dopo essere stato invitato d'onore a convegni, trasmissioni, seminari preannunciato come personalità di straordinario rilievo, potrà l'uomo "senza paura" accontentarsi di avere come scopo quotidiano quello di andare a comprare "pipi e patati" prima di scegliere dove fare un tuffo refrigerante? Difficile, anche perché Gratteri manterrà probabilmente peculiarità ormai radicate: Gratteri non sbaglia. E nel caso fortuito e molto improbabile che sbagli, c'è qualcuno che ha sbagliato più di lui, per esempio chi gli ha fatto notare lo sbaglio. In un eccesso di puntigliosità "gratteriesca" chi ha osato sottolineare l'errore è di certo in malafede e in cerca di strumentalizzazioni. Perché un'altra caratteristica che contraddistingue il procuratore è una visione radicale e tenace di dove stia il bene e dove il male. Non solo, la foga del pregiudizio accusatorio ricevuta in dono dal Gratteri direttamente dall'immanenza diventa "impianto" volto a snidare le infide nefandezze del mondo. La lavagna con i buoni e cattivi è suo monopolio esclusivo e inconfutabile. E così, arrivata la pensione, la povera moglie si ritroverà di fronte a un marito che, occhio inquisitorio e mani sui fianchi, le chiederà conto della provenienza di un pezzo di nduja in frigo. La poveretta proverà a giustificarsi, ma l'ostinato giudice mosso da furia rigorista non avrà pietà.
"Non hai visto che è vecchia? È una truffa". E nel caso all'assaggio quella nduja non risultasse così cattiva, il Gratteri sarebbe pronto comme d'habitude: "Stavo scherzando, possibile che tu non abbia senso dell'umorismo?".