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Riecco il diktat di Grillo ai 5S: così "censura" i pentastellati

Tra espulsioni e possibili nuove scissioni, Beppe Grillo ha ripreso il timone del M5S e, ora, è lui a indicare la strada: alleanza col Pd, Conte leader e nessuno più in tivù

Riecco il diktat di Grillo ai 5S: così "censura" i pentastellati

Se il Pd si ricompatta sul nome diEnrico Letta, il M5S è ancora alle prese con le sue tensioni interne. Tra espulsioni e possibili nuove scissioni, Beppe Grillo in quest'ultimo periodo ha voluto riprendere il timone della sua creatura politica.

Grillo, dopo aver accolto l'ex premier Giuseppe Conte nella sua villa a Marina di Bibbona per definire il suo nuovo ruolo da leader operativo del Movimento, oggi ha dettato la linea anche degli altri partiti. In un post pubblicato sul suo blog dal titolo "Transizione politica" ha modificato i simboli di M5S, Pd, Lega, Forza Italia, LeU e Italia Viva aggiungendovi la data '2050' e ponendo come didascalia le parole: "Differenti sì ma con lo stesso futuro".

Questa è solo l'ultima operazione mediatica che il comico genovese ha compiuto con lo scopo di coprire le criticità in cui versa il M5S. Criticità amplificate dalle mosse politiche di Davide Casaleggio, presidente dell'Associazione Rousseau, che, dopo la presentazione del manifesto ControVento, sembra voler remare sempre più in una direzione opposta a quella di Grillo. Ma quale sia la direzione che voglia intraprendere il fondatore del M5S, al momento, pare non sia ancora del tutto chiaro a nessuno. Il nuovo Movimento sarà sicuramente nell'orbita del centrosinistra, ma non ha ancora un'identità e un'organigramma ben definito. Sarà un partito moderato e liberale? Sarà un partito green oppure più marcatamente socialdemocratico così da rubare voti dal Pd?

Tutte queste domande non hanno ancora una risposta e, perciò, Grillo vorrebbe tornare a una vecchia abitudine: niente ospitate televisive per gli esponenti grillini. Almeno per ora. "È vero, non si può più andare in televisione, parola di Beppe", rivela a ilGiornale.it un parlamentare pentastellato che nel 2018 è stato eletto per la prima volta. Per i grillini, da qualche giorno, si è prospettato un vero e proprio ritorno alle origini. Almeno per quanto riguarda il rapporto con le emittenti televisive. "Certo, una decisione particolare, considerando che siamo al governo e non più all'opposizione", commenta qualche grillino tra i più navigati. Ma tant'è. Si ritorna ai tempi delle mirabolanti fughe dalle telecamere e si ripiomba nei precetti del "Grillo for dummies" datato 2012? "È fortemente sconsigliata (in futuro sarà vietata) la partecipazione ai talk show condotti abitualmente da giornalisti graditi o nominati dai partiti", scriveva nel 2012 il garante del M5S.

Non è mancato qualche mugugno, ma tutto sommato i grillini sembrano aver accettato "questa imposizione del garante", come la chiama la nostra fonte. Se il diktat verrà rispettato lo vedremo, intanto ricomincia la rincorsa a telecamere spiegate. Obiettivi sui grillini censurati.

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