Adesso Draghi striglia l'Europa: pugno duro per avere i vaccini

Durante il summit con gli altri leader Ue Draghi è stato diretto: Bruxelles deve cambiare passo

Adesso Draghi striglia l'Europa: pugno duro per avere i vaccini

Non c'è più tempo da perdere. L'Europa deve accelerare sulla vaccinazione dei cittadini, e deve farlo in fretta. Anche a costo di adottare, se necessario, una linea dura all'indirizzo delle case farmaceutiche che non rispettano gli obblighi sanciti dai contratti. Nel suo primo Consiglio europeo nelle vesti di premier italiano, Mario Draghi ha indicato all'Unione europea la direzione da seguire. O meglio: ha fatto capire quali sono i due focus principali attorno ai quali Bruxelles dovrebbe concentrare tutti gli sforzi possibili per uscire dall'emergenza sanitaria. Durante il summit con gli altri leader, l'ex presidente della Bce è stato diretto e schietto nel chiedere all'Ue un deciso cambio di passo.

Pugno duro contro le Big Pharma

Il tema dei vaccini è un nodo spinosissimo. Le aziende farmaceutiche, le stesse che avevano messo nero su bianco un'intesa con Bruxelles, hanno improvvisamente tirato i remi in barca. Proprio nel periodo in cui sarebbero servite più dosi, le società hanno comunicato la riduzione delle consegne. Risultato: i Paesi membri, che nel frattempo avevano incentrato le loro campagne di vaccinazioni basandosi sulle spedizioni dei vari Pfizer-BioNTech, AstraZeneca e via dicendo, si sono ritrovati a secco di fiale.

È per questo che Draghi ha sottolineato ai leader Ue la necessità di adottare particolari forme di cautela. Due esempi: vietare l'export di vaccini oltre i confini del territorio comunitario, e spingere le stesse aziende a produrre di più dosi. Tolleranza zero, insomma, nei confronti di chi non mantiene gli accordi. Come ha sottolineato il Corsera, il suggerimento del premier italiano sarebbe stato condiviso dalla maggior parte degli altri leader europei.

Accelerare le vaccinazioni

D'altronde l'obiettivo principale del Consiglio europeo era proprio quello di provare a mettere a punto una strategia comune per combattere il Covid. Il virus può essere sconfitto solo con il vaccino, e dunque, da ora in avanti, sarà fondamentale cambiare passo sulle immunizzazioni. Le campagne vaccinali, infatti, sono state avviate in tutto il continente ma procedono a singhiozzo.

Il ritardo nella somministrazione delle dosi ai cittadini è un problema comune che affligge praticamente tutti i membri dell'Ue. Pesano, senza dubbio, le carenze organizzative dei singoli Stati. Ma, più che altro, pesa il citato taglio delle consegne di vaccini deciso dalle case farmaceutiche, che diventeranno così le prossime osservate speciali di Bruxelles.

Non solo Draghi avrebbe invitato i suoi colleghi a non scusare le società che hanno disatteso gli accordi, ma avrebbe pure richiamato l'esempio di Regno Unito e Stati Uniti. Londra e Washington, che in quanto a vaccinazione hanno numero molto migliori dell'Unione europea, trattengono sul proprio territorio i loro vaccini. Il premier italiano avrebbe quindi suggerito a Bruxelles di usare il loro stesso approccio.

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