Da un lato ci sono gli iraniani che scendono in piazza in Italia per festeggiare la fine di Khamenei, dall'altro la sinistra italiana che manifesta contro l'Occidente.
A Milano Cgil, Anpi e Arci hanno organizzato un presidio sotto al consolato Usa in cui non sono mancate tensioni. Un gruppo di manifestanti si è infatti presentato con la bandiera della Repubblica islamica dell'Iran e gli organizzatori hanno provato a correre ai ripari spiegando che "questo non è un presidio a favore del regime, alcune bandiere non sono bene accette". Evidentemente non era chiaro a tutti vista l'ambiguità del sit-in anche perché una quindicina di iraniani, a favore dell'intervento di Usa e Israele, ha contestato i partecipanti: "Abbiamo bisogno di questo aiuto, cosa c'entrate voi sinistri? Da chi ci state difendendo?". Una donna iraniana ha poi aggiunto: "Loro ci aiutano, 40mila persone sono morte nel mio paese" mentre veniva contestata dai manifestanti con le bandiere della repubblica islamica dell'Iran.
Così, mentre gli iraniani costretti a lasciare la propria terra per colpa del regime protestavano gridando "viva l'America, loro ci aiutano", alcuni degli italiani partecipanti alla piazza li hanno accusati di essere "sionisti e fascisti".
E l'Anpi, invece di difendere la resistenza del popolo iraniano, preferisce scendere in piazza attaccando il governo Meloni. Presenti fuori dal consolato americano a Milano anche i collettivi Cambiare Rotta e Osa al grido di "Giù le mani dall'Iran. Dalla parte dei popoli contro la guerra di Usa e Israele".
A Roma invece, mentre in piazza Santi Apostoli era in corso la manifestazione "Con gli iraniani per un Iran libero" (a cui Pd, Avs e M5s non hanno aderito), fuori dall'ambasciata americana in via Veneto i collettivi hanno organizzato un presidio "Contro l'aggressione imperialista in Iran. Diciamo no al governo Meloni complice di Usa e Israele".
Manifestazione "contro l'aggressione terroristica di Usa e Israele a danno
dell'Iran" anche a Torino con la partecipazione del segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero e dell'imam pro pal Brahim Baya che, pur di attaccare l'Occidente, dimentica perfino un popolo musulmano come quello iraniano.