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E il Pd si unisce al corteo in solidarietà ai medici che truccano i certificati

Oggi il flashmob a Ravenna dopo l'indagine sugli aiutini ai clandestini

E il Pd si unisce al corteo in solidarietà ai medici che truccano i certificati
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Sei medici indagati con l'accusa di aver scritto falsi certificati per non far trattenere i migranti all'interno dei Cpr. È questa l'inchiesta di cui Il Giornale si sta occupando e che sta conducendo la Procura di Ravenna dopo un'attenta indagine dello Sco e della squadra mobile.

Ebbene, nonostante la gravità dei fatti finora emersi, c'è anche chi ha pensato di organizzare un flashmob che si terrà oggi davanti all'ospedale di Ravenna.

Si attendono gruppi anarchici, frange estreme, antagonisti, e per questo le forze dell'ordine si sono mosse fin dall'annuncio dell'iniziativa. Tra i partecipanti, però, ci sarà anche un pezzo di politica italiana. E non uno qualunque, ma il Pd ravennate: "Saremo presenti per esprimere vicinanza al personale del reparto di Malattie Infettive, consapevoli del clima di forte pressione che si è creato attorno a professionisti che ogni giorno lavorano nel Servizio sanitario pubblico con competenza e responsabilità". Poi, improvvisamente, la sinistra si scopre garantista: "Non è accettabile che, prima ancora di qualsiasi accertamento definitivo, si costruiscano narrazioni che rappresentano come responsabili di presunte irregolarità, mettendo in discussione l'intero sistema sanitario pubblico". Ma è proprio quel sistema che dovrebbe essere tutelato da chi usa in modo irregolare e strumentale una professione sacra come quella del medico. Nessun accenno all'ipotetico meccanismo organizzato in cui decine e decine di migranti, che poi avrebbero nuovamente commesso reati, sarebbero stati rimessi in libertà per pura ideologia. Nessun accenno alla sicurezza dei cittadini di Ravenna che è stata messa a rischio. Nessun accenno alla totale illegittimità delle loro azioni. Ciò avviene dopo che il giorno precedente il governatore dell'Emilia Romagna Michele De Pascale aveva espresso la propria vicinanza ai medici indagati. Invece che ringraziare una magistratura che, coraggiosamente, sta tentando di smantellare un sistema fraudolento in una regione con un chiaro orientamento ideologico. A rispondere è il deputato Jacopo Morrone, segretario Lega Romagna: "Il Pd sul tema sicurezza, sempre più connessa con l'immigrazione clandestina, sta scherzando col fuoco.

A Ravenna potrebbe emergere la prova di un sistema doloso, probabilmente diffuso nel territorio nazionale, di false documentazioni mediche per contrastare le politiche migratorie del governo". Come si concilia questa posizione con la crescente pressione che la direzione nazionale del Pd tenta di fare sul governo attaccandola proprio sulla presunta inefficienza in materia di sicurezza? Due pesi e due misure?

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