I Paesi frugali ricattano l'Italia: "Via quota 100 o niente soldi"

Continua il braccio di ferro sul Recovery Fund. Il pressing dei Paesi del Nord Europa che pretendono l'eliminazione di quota 100

I Paesi frugali ricattano l'Italia: "Via quota 100 o niente soldi"

Tutto pronto per il "D-Day" dell'Unione europa: l'ha definito così David Sassoli, il presidente del Parlamento europeo. Un appuntamento importantissimo dove ci si gioca il futuro dell'Italia e dell'Europa: nella giornata di oggi, venerdì 17 luglio, e di domani si terrà il Consiglio europeo con la presenza di tutti i primi ministri e i capi di governo europei per discutere di Next Generation Eu e del Recovery Fund studiato della Commissione europea. Si tratta di un pacchetto con un'entità di 750 miliardi di euro e una proporzione tra trasferimenti a fondo perduto e prestiti. L'intento dell'incontro non è solo quello di aiutare i Paesi a sollevarsi in seguito ai danni provocati dall'emergenza Coronavirus, ma anche quello di pianificare un futuro tecnologico, verde e sostenibile.

Ovviamente al tavolo non mancheranno momenti di tensione: da una parte ci saranno gli Stati del Sud, guidati da Francia, Italia e Spagna; dall'altra quelli del Nord, in cui figurano Austra, Danimarca, Paesi Bassi e Svezia. La situazione è chiara: i Paesi frugali si sono dimostrati molto critici nei confronti dei trasferimenti a fondo perduto e pertanto hanno chiesto un ridimensionamento degli aiuti da stanziare. Il premier Giuseppe Conte sa benissimo che sul piatto c'è il destino dell'Italia: ecco perché vuole chiudere in fretta senza compromessi al ribasso. Ma contro il nostro Paese si è alzato il muro olandese, che ha provocato la durissima reazione del presidente del Consiglio contro Mark Rutte: "La richiesta dell'Olanda di far approvare all'unanimità il piano di ciascun Paese che vuole accedere al Next Generation Ue non mi pare in linea con le regole europee".

Lo sgambetto dell'Ue

I disaccordi riguardano principalmente tre questioni: l'entità e la distribuzione delle risorse tra contributi a fondo perduto e prestiti, le condizioni per accedere ai fondi e la governance. La posizione dei Paesi frugali relativamente alle condizioni legate all'accesso ai sussidi o ai prestiti è chiara: chi ne fa uso, dovrà impegnarsi in una serie di riforme strutturali. Come riportato dall'edizione odierna de La Verità, per l'Italia sono finiti nel mirino quota 100 e reddito di cittadinanza: soprattutto la prima riforma è stata da sempre ritenuta del tutto opposta alla direzione intrapresa dall'Ue sui sistemi pensionistici.

A dimostrarsi prudentemente ottimista è stata Christine Lagarde: "Diamo per scontato che il Recovery and Resilience Fund arriverà, e che sarà un forte mix di trasferimenti a fondo perduto e prestiti, i primi in misura maggiore". Ma bisogna sottolineare che anche il presidente della Banca centrale europea ha avvertito che bisognerà impegnarsi in misure strutturali: "Il fondo Rff dovrà essere profondamente ancorato a solide politiche strutturali".