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Elkann, i pm alla prova del Riesame. Guerra di date sulla residenza di Marella

Mercoledì si decide sui sequestri. Il calcolo sui movimenti tra Svizzera e Italia

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L'inchiesta si inabissa. Ci sono carte, file e documenti da leggere, studiare, interpretare. Ci vorranno settimane, forse mesi per dare risposta al quesito che ha fatto da scintilla all'inchiesta sugli Elkann: nel 2018 e nei primi mesi del 2019, fino alla morte avvenuta esattamente cinque anni fa il 23 febbraio di quell'anno, dove risiedeva Marella Agnelli? Tutto ruota attorno a un calcolo da ragionieri: Marella stava in Svizzera o in Italia? Centottantatrè giorni su trecentosessantacinque: questo è il piccolo grande giallo che potrebbe rimettere in discussione la storia degli Agnelli e della loro cassaforte, la Dicembre, oggi saldamente in mano a John e ai fratelli Ginevra e Lapo.

In procura a Torino vanno con i piedi di piombo: «Prima bisogna ricostruire i movimenti di Marella in quel fatidico 2018. Poi, solo se fosse dimostrato che viveva principalmente in Italia e dunque non poteva dichiararsi fiscalmente cittadina svizzera, si potrebbe andare alla ricerca di eventuali conti nei paradisi fiscali». Un passo alla volta, senza certezze. Intanto, l'indagine registra un primo momento di verifica: si avvicina per i tre indagati - John Elkann, ad di Exor ( estranea all'inchiesta), Gianluca Ferrero, commercialista e presidente della Juventus, e Urs von Gruenigen, notato svizzero - l'appuntamento per verificare la solidità dell'impatto accusatorio: è il passaggio davanti al tribunale del riesame, chiamato a pronunciarsi mercoledì prossimo sui sequestri effettuati nelle scorse settimane. Il riesame potrebbe bocciare o promuovere quell'intervento dei pm, o anche solo definirlo in qualche modo sproporzionato e eccessivo, rispetto al reato contestato che poi è dichiarazione infedele. Questa sarà solo la prima tappa di una vicenda che si annuncia comunque lunga, perché passa appunto dalle carte e eventualmente, ma solo in seconda battuta, da rogatorie internazionali. In ogni caso, il riesame serve anche agli avvocati per andare a scoprire le carte di cui dispone l'accusa. È la classica discovery e infatti capita che dopo aver ricevuto i faldoni, i legali rinuncino poi all'udienza. Qui von Gruenigen è fuori dai giochi perchè è all'estero e le perquisizioni non lo hanno toccato. Spetta dunque ai legali di Ferrero e Elkann sciogliere gli ultimi dubbi, anche se il proposito sembra essere quello di andare avanti. E di confrontarsi con il materiale a disposizione dei pm. A cominciare dall'esposto di Margherita Agnelli che ha messo in moto la procura e ha portato ai magistrati i bonifici compiuti a vantaggio della madre Marella.

Così l'indagine scava un solco profondo dentro quella che a lungo è stata la prima famiglia imprenditoriale italiana.

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